Il progetto e chi lo guida
A fare il punto sullo stato dei lavori è Claudio Carserà, amministratore delegato di Eur SpA, la società controllata per il 90% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il 10% dal Comune di Roma. “Nella consapevolezza che il parco centrale dell’EUR con il giardino delle cascate e il lago artificiale rappresentino uno dei gioielli più preziosi dell’architettura verde del Novecento”, spiega Carserà, “abbiamo intrapreso un percorso di riqualificazione che porterà entro la fine del 2027 a un ripristino permanente delle condizioni di balneabilità”.
Dei 7,9 milioni complessivi, 3,5 milioni sono destinati specificamente ad analisi, studi e rimozione dei sedimenti accumulati sul fondo del bacino.
Analisi concluse, ora si scava
Il cantiere entra ora nella sua fase più concreta. Acea Infrastructure ha concluso la fase di analisi e studio delle acque. Con la multiutility capitolina, precisa Carserà, “stiamo seguendo l’iter autorizzativo e definendo le migliori modalità operative che porteranno ai lavori di rimozione dei sedimenti sul fondo, per cui stimiamo che l’intervento durerà per tutto il 2027”.
Un lavoro tutt’altro che semplice: il laghetto dell’EUR è un bacino artificiale che si estende per oltre 85.000 metri quadrati, con una profondità media di due metri e sessanta centimetri. Bonificarne il fondo richiede tempo, tecnologia e risorse. Tutte già messe in campo.
Non una spiaggia urbana, ma un campo gara internazionale
Attenzione a non immaginare ombrelloni e sdraio sulle sponde dell’EUR. Il progetto non punta alla balneazione libera, ma alla creazione di un’area idonea a gare sportive di livello anche internazionale: nuoto in acque libere, canottaggio, discipline acquatiche regolamentate. Un polo sportivo a cielo aperto, nel cuore di un quartiere che già ospita grandi aziende, musei, La Nuvola di Fuksas e hotel dedicati al turismo congressuale.
La visione è ambiziosa. “Il percorso ha come obiettivo il recupero e la salvaguardia ambientale”, afferma Carserà, “nel contesto del rilancio dell’area del parco del laghetto come una nuova offerta di spazio pubblico sempre più attrezzato e riqualificato per Roma, in un quadrante strategico per la città”. Non si escludono evoluzioni future del progetto, ma per ora il focus resta sull’idoneità sportiva e sulla qualità delle acque.
Le paperelle? Restano. E saranno le prime a goderne
C’è un dettaglio che vale la pena raccontare, perché dice qualcosa di autentico sullo spirito del progetto. La fauna stanziale del laghetto — le celebri paperelle che da decenni abitano le sponde — non verrà toccata. Eur SpA garantisce che resteranno al loro posto e che saranno, anzi, “le prime a beneficiare di acque più limpide”. Quanto alla balneazione libera, quella resterà un loro privilegio esclusivo: vere e proprie residenti storiche, con diritti acquisiti.
Un’opportunità per tutta Roma
Il laghetto dell’EUR balneabile non è solo una buona notizia per chi abita nel quadrante sud-ovest della città. È un segnale più ampio: Roma può recuperare i suoi spazi d’acqua, restituirli alla comunità e trasformarli in asset sportivi e ambientali di primo livello. Con i lavori già in anticipo sui tempi, il 2027 non sembra più così lontano.
L’immagine del Laghetto dell’Eur è di Sergio D’Afflitto, distribuita con licenza CC BY-SA 3.0 IT
























