È stata presentata la nuova sala operativa del Converged Security Operations Center (CSOC). Inaugurata all’interno del grattacielo della Città Metropolitana all’EUR dal sindaco Roberto Gualtieri. Un nuovo centro a difesa della sicurezza informatica della macchina amministrativa comunale. Dai servizi di anagrafe ai sistemi di pagamento delle multe online. Fino alle reti digitali di oltre 500 scuole e ai singoli pc di 16.000 postazioni di lavoro. Disseminati tra Campidoglio, dipartimenti e aziende capitoline, in oltre 200 sedi.
Dieci professionisti H24 e una sala crisi per emergenze
Il nuovo quartier generale della cybersicurezza capitolina lavorerà per proteggere reti, sistemi e dati personali. E i servizi digitali che ogni giorno milioni di cittadini utilizzano. Ci lavoreranno, per ora, dieci professionisti informatici. È stata realizzata anche una sala crisi in caso di disastro cibernetico. Per il coordinamento immediato della parte decisionale con quella operativa.
La sala crisi rappresenta un’innovazione importante. Permette di gestire emergenze in tempo reale. Con decisioni rapide e coordinate. Quando un attacco informatico è in corso, ogni minuto conta. Avere una struttura dedicata fa la differenza.
Gualtieri: “Un’infrastruttura strategica fondamentale”
“La cybersicurezza è una dimensione importantissima della sicurezza dei cittadini” ha commentato Gualtieri. “Per questo, fin dal primo anno, abbiamo investito nel suo incremento. Creando prima un dipartimento dedicato e poi facendo crescere il servizio. Fino alla creazione di questa sala operativa molto avanzata, moderna”.
“Questo centro lavora in stretta collaborazione anche con l’agenzia nazionale per la cyber security” prosegue il Sindaco. “Consente di rendere sicure le comunicazioni per tutti i dipendenti. Ma anche i servizi ai cittadini. È quindi un’infrastruttura strategica fondamentale per la vita della nostra città”.
“Le minacce sono in crescita ma, se si lavora bene con personale qualificato, dedicato H24, con strutture tecnologiche all’avanguardia, si riesce a respingerle” conclude Gualtieri.
I numeri del 2025: oltre 20 milioni di minacce bloccate
Nel 2025, anno del Giubileo, Roma ha registrato numeri impressionanti. 20,7 milioni di minacce informatiche bloccate dai sistemi Web application firewall. Più di 20.000 siti malevoli bloccati. 380 eventi virus fermati. E 117 attacchi di Dos per tentare di mandare in tilt il portale. Di cui 49 altamente critici.
“Sono numeri che fotografano un’emergenza silenziosa, quotidiana, costante” ha sottolineato il Sindaco. “E che ci raccontano anche un’altra cosa: il lavoro serio e competente svolto dalle nostre strutture”.
Cosa protegge il CSOC: da anagrafe a 500 scuole
Il centro protegge un patrimonio digitale vastissimo. I servizi di anagrafe con dati sensibili di milioni di cittadini. I sistemi di pagamento delle multe online con transazioni economiche. Le reti digitali di oltre 500 scuole con dati di studenti e personale. I 16.000 pc delle postazioni di lavoro comunali.
In totale, oltre 200 sedi sono collegate e protette. Ogni giorno milioni di cittadini accedono a servizi digitali comunali. Prenotano certificati, pagano tributi, consultano informazioni. Tutto deve essere sicuro. Protetto da intrusioni e furti di dati.
Attacchi Dos: 117 tentativi di mandare in tilt il portale
Gli attacchi Dos (Denial of Service) sono particolarmente insidiosi. Mirano a saturare i server con richieste simultanee. Per mandare in tilt i servizi. Renderli inaccessibili ai cittadini. Nel 2025 ci sono stati 117 tentativi. Di cui 49 altamente critici.
Tutti sono stati respinti. I sistemi hanno retto. I servizi non si sono mai bloccati. Questo dimostra l’efficacia delle infrastrutture di sicurezza. E la competenza del personale che le gestisce.
La collaborazione con l’Agenzia Nazionale Cybersicurezza
Il CSOC lavora in stretta collaborazione con l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN). Non è un’isola isolata. Ma parte di una rete nazionale. Che condivide informazioni, allerte e strategie difensive.
Questa integrazione è fondamentale. Gli attacchi informatici sono spesso coordinati. A livello nazionale o internazionale. Solo una difesa coordinata può essere efficace. Lo scambio di informazioni tra enti permette di anticipare minacce. Di proteggersi prima che l’attacco arrivi.
Giannini: “Roma si avvia ad essere una città moderna”
All’inaugurazione era presente anche il prefetto di Roma, Lamberto Giannini. “Questo è un ulteriore passo decisivo verso un percorso di sicurezza integrata” ha sottolineato. “Roma, lo dico anche da cittadino, si avvia sempre più ad essere una città moderna. E proiettata verso il futuro. Che preserva questo cammino anche con questa nuova infrastruttura di sicurezza”.
Le parole del Prefetto sottolineano un aspetto importante. La sicurezza cibernetica è sicurezza tout court. Non è un tema solo tecnico. Ma una questione di ordine pubblico. Di tutela dei cittadini. Di funzionamento dello Stato.
Dal primo anno di mandato: investimenti e crescita
L’investimento sulla cybersicurezza è iniziato dal primo anno di mandato. Prima con la creazione di un dipartimento dedicato. Poi con la crescita progressiva del servizio. Assunzione di personale specializzato. Acquisto di tecnologie avanzate. Fino all’inaugurazione di questa sala operativa.
È un percorso strategico. Che dimostra visione di lungo periodo. La cybersicurezza non si improvvisa. Richiede investimenti costanti. Formazione continua. Aggiornamento tecnologico. Roma ha fatto questa scelta. E oggi ne raccoglie i frutti.
Un’emergenza silenziosa ma costante
Il Sindaco ha parlato di “emergenza silenziosa”. È la definizione perfetta. Gli attacchi informatici non fanno rumore. Non si vedono. Ma sono continui. Costanti. Quotidiani. Come un assedio invisibile.
I cittadini non se ne accorgono. Perché i sistemi li bloccano. Ma dietro ogni servizio digitale che funziona c’è un lavoro complesso. Di prevenzione, monitoraggio e risposta. Il CSOC è il presidio che rende tutto questo possibile.
























