Un campo da basket che non appartiene solo al Comune, ma a chi lo vive ogni giorno. Il campo sportivo di Villa Gordiani, nel Municipio V, è diventato ufficialmente un bene comune: è stato firmato il primo patto di collaborazione per uno spazio sportivo tra il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale e l’Associazione Preneste Assembled. Un accordo che segna un precedente importante nella Capitale, estendendo per la prima volta il modello dei beni comuni allo sport.
Il primo patto sportivo di Roma: perché è una novità
Fino a oggi i patti di collaborazione promossi da Roma Capitale avevano riguardato parchi, aiuole, spazi verdi e luoghi di cultura. Con Villa Gordiani si apre un capitolo nuovo: per la prima volta un campo sportivo viene affidato alla gestione condivisa tra Amministrazione e cittadinanza attiva. Un passo che amplia concretamente il perimetro della sussidiarietà orizzontale nella città.
L’area non è nuova agli interventi del Comune: Roma Capitale aveva già riqualificato nelle scorse settimane l’area giochi e l’area fitness all’interno del parco. Il patto con Preneste Assembled completa il quadro, portando la cittadinanza dentro la gestione del campo da basket.
Cosa prevede il patto: tornei, eventi e inclusione
Il contenuto dell’accordo va oltre la semplice manutenzione. Preneste Assembled si impegna non solo a prendersi cura del luogo, ma anche a organizzare tornei ed eventi sportivi ispirati ai valori dell’inclusività e dell’integrazione sociale, con il coinvolgimento di altre realtà associative del territorio. Un campo da basket che diventa spazio di aggregazione, incontro e promozione sportiva per il quartiere.
Alfonsi: “Co-progettare insieme, con fiducia reciproca”
L’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi ha inquadrato la firma in un percorso ben preciso. “Grazie alla sinergia tra cittadinanza attiva e istituzioni il campo da basket di Villa Gordiani verrà valorizzato come luogo di aggregazione e promozione sportiva”, ha dichiarato, ricordando come l’Amministrazione avesse già investito nel parco con la riqualificazione delle aree verdi.
Alfonsi ha poi allargato la prospettiva, tracciando una mappa dei patti già firmati in città: “Da via Principe Amedeo, passando per il Parco Falcone e Borsellino, fino alla Baciocchina di Centocelle, stiamo fortemente promuovendo i patti di collaborazione, scaturiti dal Regolamento sulla gestione condivisa dei beni comuni”.
La chiave, per l’assessora, è culturale prima ancora che amministrativa: “Non si tratta più solo di occuparsi della manutenzione di uno spazio, ma di co-progettarlo e gestirlo insieme, attraverso un accordo trasparente, flessibile, fondato sulla fiducia reciproca”.
Un modello che si diffonde in tutta Roma
Il patto di Villa Gordiani si inserisce in una strategia più ampia che Roma Capitale sta portando avanti con crescente convinzione. Il Regolamento sulla gestione condivisa dei beni comuni — di cui la città si è dotata — è lo strumento giuridico che rende possibili questi accordi, fondati sui principi di sussidiarietà orizzontale: non lo Stato che fa tutto dall’alto, ma istituzioni e cittadini che costruiscono insieme.
I precedenti citati da Alfonsi — via Principe Amedeo, il Parco Falcone e Borsellino nel Municipio VIII, la Baciocchina di Centocelle — disegnano una rete che si allarga quartiere per quartiere. Villa Gordiani è l’ultimo nodo. Ma difficilmente sarà l’ultimo.
























