È stata inaugurata oggi, mercoledì 26 novembre, la Casa Pasolini in Via del Tagliere 3, la prima abitazione romana del poeta, riaperta e restituita alla città sotto forma di un centro culturale moderno, inclusivo e pieno di vita.
Un progetto che, come sottolinea il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, segna una svolta:
«Restituiamo alla città la prima abitazione romana di Pier Paolo Pasolini, trasformandola in uno spazio capace di generare cultura, identità e partecipazione».
Rebibbia, da periferia ferita a laboratorio culturale
La scelta di riportare proprio qui un presidio culturale di tale portata non è casuale. Rebibbia non è più la “periferia degli stereotipi”, ma un quartiere che sta ritrovando voce, dignità e centralità.
Umberti lo dice chiaramente:
«Portare un progetto di questa portata a Via del Tagliere significa investire nella periferia come motore di rinascita. Rebibbia sta diventando un laboratorio sociale e culturale».
Cosa troveranno cittadini, studenti e visitatori dentro la Casa Pasolini
La nuova Casa Pasolini è stata pensata come uno spazio dinamico, aperto e pronto a produrre cultura. Non un museo statico, ma un luogo vivo, pulsante, dedicato alla memoria e al futuro.
Nel dettaglio, il progetto prevede:
Una biblioteca tematica
Dedicata alle opere letterarie, cinematografiche e giornalistiche di Pasolini, con materiali di studio, testi rari e documentazione storica.
Percorsi guidati e multimediali
Un viaggio immersivo attraverso fotografie, registrazioni, documenti e archivio storico, per scoprire la vita e la produzione del poeta.
Aule e laboratori didattici
Spazi pensati per scuole, studenti, associazioni e realtà del territorio: un’officina di idee e formazione continua.
Area dedicata alla creazione artistica
Un luogo a disposizione di giovani artisti, ricercatori e talenti che vogliono dialogare con l’eredità pasoliniana.
Sala per incontri pubblici
Il cuore della partecipazione civica: rassegne, conferenze, letture, dibattiti sul rapporto tra cultura, città e periferie.
Umberti lo sintetizza così:
«Sarà un luogo vivo: non solo conservazione, ma produzione culturale, dove la memoria si intreccia con il presente».
La nuova Piazza Lino Ferriani: il quartiere rinasce
La riapertura della Casa Pasolini si inserisce in un percorso più ampio di rigenerazione urbana. Contestualmente è stata riqualificata anche Piazza Lino Ferriani, restituendo ai cittadini uno spazio pubblico curato, accessibile, con una chiara vocazione comunitaria.
Casa Pasolini e Piazza Ferriani dialogano così tra loro, offrendo a Rebibbia un nuovo asse culturale e sociale.
Il ruolo decisivo del Ministero della Cultura e di Pietro Valsecchi
Il presidente Umberti ha espresso un ringraziamento sentito:
«Ringrazio profondamente il Ministero della Cultura per aver creduto in questo progetto».
Un ringraziamento speciale va anche al produttore Pietro Valsecchi, che ha acquistato la casa all’asta e l’ha donata al Ministero della Cultura.
Umberti parla di «un gesto straordinario, di grande generosità e responsabilità culturale», che ha reso possibile la rinascita di questo luogo simbolico.
Rebibbia diventa un simbolo nazionale di rinascita
Grazie a queste sinergie, Rebibbia diventa oggi un caso esemplare di trasformazione: un quartiere dove la cultura non arriva calata dall’alto, ma nasce dal territorio e lo rigenera.
«Rebibbia diventa un simbolo di rinascita della periferia: qui la cultura attraversa il territorio e lo trasforma» conclude Umberti.
La Casa Pasolini, da oggi, non è solo un luogo.
È un messaggio: Roma cresce dove la cultura fiorisce.
























