Nove opere completate, altre sei in arrivo
Il progetto “Blu Art – I colori dell’aria”, voluto dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti guidato da Sabrina Alfonsi, prevede la realizzazione di 15 opere di arte urbana ambientale in ognuno dei municipi di Roma. Ad oggi ne sono state completate nove: I, II, IV, V, VI, VII, XI, XII e XV.
In via di completamento le opere nei municipi VIII (via Benedetto Croce), IX (via Ardeatina 1274), X (via Caterina Segurana), XIII (via Mattia Battistini) e XIV (via Cesare Castiglioni). La prima opera inaugurata fu quella di piazza Conca d’Oro nel municipio III.
Vernici catalitiche: come funzionano
Le opere utilizzano vernici catalitiche ricavate da materiale di riciclo, in grado di assorbire gli inquinanti atmosferici come la CO2, i particolati e le polveri sottili PM10, PM2,5 e PM0,5. Il processo si chiama fotocatalisi: attraverso l’azione della luce solare, le vernici attivano una reazione chimica che cattura e neutralizza gli agenti inquinanti presenti nell’aria.
Una superficie di 100 metri quadri trattata con queste vernici “mangiasmog” è in grado di assorbire una quantità di CO2 e particolati inquinanti pari a quella di oltre 30 alberi adulti. Un dato che trasforma l’arte di strada in strumento concreto di lotta all’inquinamento.
I colori delle mappe dell’inquinamento
La palette dei colori delle opere richiama quella utilizzata nelle mappe ambientali sull’inquinamento atmosferico. Una scelta simbolica forte: i colori che nelle mappe indicano i livelli di smog diventano gli stessi che, sulla strada, contribuiscono ad assorbirlo.
Un messaggio visivo immediato che collega l’arte alla funzione ambientale. Chi passa davanti a queste opere non vede solo street art, ma un intervento attivo per migliorare l’aria della città.
Cinque artisti di rilievo nazionale
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia Jungle, che ha selezionato cinque street artist di rilievo nazionale autori delle opere:
- Marco Oggian
- ScombinAnto
- Serena Gianoli
- GeometricBang
- Elisabetta Vedovato
Gli spazi sono stati individuati su indicazione dei municipi: aree pubbliche di grande frequentazione dove l’arte urbana può svolgere un’azione importante di sensibilizzazione sui temi ambientali.
Le nove opere completate: dove trovarle
Municipio I – Via Nicola Zabaglia (93 mq)
Municipio II – Via Rodolfo Lanciani (45 mq)
Municipio IV – Via Verdinois (100 mq)
Municipio V – Giardino Galafati (90 mq)
Municipio VI – Torre Angela (230 mq)
Municipio VII – Via Mondovì (100 mq)
Municipio XI – Parco giochi via Caselli (103 mq)
Municipio XII – Largo Federico Caffè (96 mq)
Municipio XV – Ponte Milvio, accanto alla Torretta Valadier (98 mq)
L’opera più grande è quella di Torre Angela con 230 metri quadri. Ogni opera è stata pensata per lo spazio specifico in cui si inserisce, dialogando con il contesto urbano circostante.
Alfonsi: “Arte e trasformazione urbana insieme”
“Dopo l’inaugurazione della prima opera a piazza Conca d’Oro nel municipio III, proseguono le realizzazioni previste da Blu Art, un progetto che abbiamo promosso con entusiasmo nella convinzione che l’arte possa accompagnare gli interventi di trasformazione e rigenerazione degli spazi urbani”, ha dichiarato l’assessora Sabrina Alfonsi.
“L’arte è allo stesso tempo un potente strumento di sensibilizzazione sui temi ambientali e sulle azioni mirate al miglioramento dell’ecosistema della nostra città, a partire proprio dall’aria che respiriamo”, ha aggiunto.
Integrazione con le altre politiche ambientali
“Questi interventi si integrano con le azioni messe in campo dall’amministrazione per la qualità dell’aria”, ha spiegato Alfonsi. “Come ad esempio la rigenerazione e l’incremento del patrimonio arboreo della città attraverso i progetti di forestazione, il piano di adattamento climatico, le domeniche ecologiche e gli eventi dedicati alla promozione del cammino urbano”.
L’arte mangia-smog non è quindi un’iniziativa isolata, ma parte di una strategia complessiva che unisce piantumazioni, mobilità sostenibile, riqualificazione urbana e sensibilizzazione culturale. Un approccio integrato per affrontare l’emergenza climatica.
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