Un docufilm su San Lorenzo, un quartiere che non ha mai chinato la testa. Un pezzo di Roma che da oltre un secolo resiste, accoglie, cambia pelle e racconta se stesso attraverso chi lo abita. “Anatomia di un grande sogno” porta tutto questo sul grande schermo: un documentario potente, identitario e fieramente popolare che sarà presentato mercoledì 3 dicembre alle ore 18.00 al Cinema Tibur (Sala 1), nell’ambito del Rome International Documentary Festival.
La regia è di Federico Braconi, al suo debutto dietro la macchina da presa. La produzione è firmata da Simonfilm, con Maurizio e Francesco Albano. A dare voce al racconto sono due palme d’oro made in Italy: Elio Germano, narratore del film, e Marcello Fonte, uno dei primi capo–ultras dell’Atletico San Lorenzo. Due presenze che bastano da sole a spiegare la tempra del progetto.
San Lorenzo, anima popolare di Roma: un secolo di resistenza
Il documentario riavvolge il nastro della storia di San Lorenzo partendo dalle sue radici: gli operai che costruirono la capitale post-unitaria, gli anni della Dogana e dello scalo merci, fino alla ferita indelebile del bombardamento del 19 luglio 1943. È la storia di un quartiere che ha sempre alternato accoglienza e ribellione, cultura e lotta sociale, studenti e botteghe, gallerie d’arte e piazze rumorose.
Ed è proprio questa identità doppia – popolare e colta, solidale e testarda – che il film mette al centro, restituendo un mosaico vivo fatto di voci, memorie e contraddizioni.
Una squadra diventata movimento: la favola dell’Atletico San Lorenzo
Cuore pulsante del documentario è l’Atletico San Lorenzo, nato nell’estate del 2013 attorno a un tavolino di un bar. Pochi amici, una squadra improvvisata, un’idea semplice: “un calcio dal quartiere, per il quartiere”.
In dieci anni quella scintilla è diventata un modello.
Oggi l’Atletico è una polisportiva popolare tra le più grandi d’Italia:
13 squadre senior, 11 giovanili, oltre 650 soci, attività che spaziano dal calcio al basket fino alla pallavolo.
Tutto autofinanziato.
Tutto accessibile.
Con quote minime o gratuite, pensate per permettere a ragazzi di più di trenta nazionalità di fare sport senza barriere.
Un laboratorio sociale prima che sportivo, uno specchio fedele del quartiere che rappresenta.
Quando il globale entra nelle strade di Roma
Il film non si limita al racconto romantico del rione: lo attraversa con lo sguardo di chi sa leggere le trasformazioni del presente.
Immigrazione, diritto all’abitare, gentrificazione, fondi internazionali che acquisiscono pezzi di città, movimenti studenteschi, spazi culturali sgomberati e riconvertiti.
Fenomeni spesso percepiti come lontani, che invece a San Lorenzo hanno lasciato segni ben visibili.
Il documentario mette in relazione eventi solo apparentemente scollegati – dallo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo alla riqualificazione dell’ex Dogana targata “The Social Hub” – mostrando come la città cambi in silenzio, centimetro dopo centimetro.
Una produzione radicata e un comparto artistico di alto livello
La fotografia è firmata da Alessandro Montecchi, il montaggio dallo stesso Federico Braconi.
La post–produzione porta le firme di Daniele Massa (color correction) e Lorenzo Contarini (audio).
Il comparto musicale è un altro tratto identitario del progetto: oltre al duo punk-rock End, il film include brani di alcune tra le realtà più rappresentative della scena romana, dal Muro del Canto (Suburra – La serie) agli Ultimi (Strappare lungo i bordi), fino ai Dalton.
Un film che parla di Roma, ma soprattutto del futuro
“Anatomia di un grande sogno” è molto più di un documentario su un quartiere.
È un’indagine sul rapporto tra comunità e città, tra appartenenza e modernità.
Un racconto che guarda indietro per capire dove stiamo andando.
Mercoledì 3 dicembre il Cinema Tibur non ospiterà soltanto una proiezione speciale: ospiterà un pezzo vivo di Roma che continua, ostinatamente, a sognare.
























