Due stralci per 3,8 milioni di euro
Il progetto di riqualificazione di Villa Glori è articolato in due stralci, con un investimento complessivo di oltre 3,8 milioni di euro. La prima fase dei lavori, finanziata con circa 2 milioni di euro, è giunta al termine. La seconda fase, che riguarderà principalmente la rigenerazione del patrimonio arboreo a cominciare dalla messa a dimora di nuovi pini, è in fase di progettazione definitiva.
L’annuncio è arrivato dall’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, nel corso dei lavori della seconda edizione degli Stati Generali del Verde, la giornata dedicata al dialogo e al confronto per raccontare lo stato del patrimonio verde di Roma.
Cosa è stato fatto: depavimentazione e superfici drenanti
La prima fase ha interessato la rete dei percorsi interni attraverso interventi di depavimentazione e ripristino delle superfici in materiale drenante per favorire l’assorbimento delle acque piovane. Un intervento chiave per l’adattamento climatico: ridurre il cemento, aumentare la permeabilità del suolo.
Sono stati recuperati i belvedere, restaurata la piazza del Mandorlo, le due piazze ellittiche e il Roccolo. Completamente rinnovata l’area giochi, ora più moderna, sicura e funzionale per le famiglie.
Alfonsi: “Modello esemplare per le ville storiche”
“La riqualificazione di Villa Glori costituisce un modello esemplare dei criteri e delle soluzioni tecniche ai quali abbiamo voluto ancorare e orientare le progettazioni degli interventi in particolare sulle ville storiche della capitale”, ha dichiarato Sabrina Alfonsi.
“Le opere completate sono ispirate al recupero filologico dell’assetto originale del parco previsto dal progetto di Raffaele De Vico, il grande architetto artefice di gran parte del paesaggio romano, coniugandolo con l’adozione di interventi mirati alla sostenibilità ambientale”, ha aggiunto l’assessora.
Il progetto di Raffaele De Vico come guida
Raffaele De Vico fu uno dei più grandi architetti del paesaggio romano del Novecento. A lui si devono molte delle ville e dei parchi che ancora oggi caratterizzano Roma. Il recupero di Villa Glori segue fedelmente il suo progetto originale, restituendo al parco la sua identità storica.
Ma non si tratta di un semplice restauro conservativo. Gli interventi perseguono “gli obiettivi di adattamento climatico che l’amministrazione sta portando avanti e la valorizzazione di Villa Glori come importante luogo di socialità e di spazio per le attività all’aria aperta”, ha precisato Alfonsi.
Seconda fase: nuovi pini e rigenerazione arborea
La seconda fase di interventi, in progettazione definitiva, si concentrerà sulla rigenerazione del patrimonio arboreo. Verranno messi a dimora nuovi pini, albero simbolo del paesaggio romano, per sostituire quelli compromessi e arricchire la dotazione verde del parco.
Un intervento necessario dopo anni in cui il patrimonio arboreo delle ville storiche romane ha subito perdite significative per malattie, eventi climatici estremi e mancata manutenzione.
Gualtieri: “Verso un milione di alberi nell’area metropolitana”
Agli Stati Generali del Verde è intervenuto in apertura il sindaco Roberto Gualtieri. “Il verde è un settore per noi assolutamente strategico, perché la città che stiamo costruendo è più verde, con spazi curati, rinnovati e sempre più accessibili ai cittadini”, ha spiegato.
“Con il più grande piano di riforestazione urbana mai realizzato nella storia della Capitale puntiamo a un milione di nuovi alberi nell’area metropolitana, di cui 800.000 solo a Roma. In questo cammino siamo già a buon punto e andremo avanti con determinazione”, ha concluso il sindaco.
Un parco storico che guarda al futuro
Villa Glori non è solo un parco storico ma un polmone verde strategico per il quartiere Parioli e per tutta la zona nord di Roma. La riqualificazione restituisce dignità a uno spazio che negli ultimi anni aveva mostrato segni evidenti di degrado.
Il 30 ottobre, quando il parco riaprirà completamente ai cittadini, sarà possibile apprezzare il risultato di un lavoro che ha saputo coniugare rispetto della storia, sostenibilità ambientale e funzionalità per chi vive e frequenta questo luogo. Un modello, come ha detto Alfonsi, da seguire per tutte le altre ville storiche romane.
























