L’annuncio arriva dalla figlia Chiara Testa, curatrice dell’opera paterna, che anticipa anche la nascita di un’associazione culturale dedicata all’artista e una serie di mostre retrospettive.
Nasce l’associazione culturale Gianni Testa
In occasione della ricorrenza, Chiara Testa ha annunciato l’avvio di iniziative commemorative importanti. Nascerà un’associazione culturale che porterà il nome del padre.
Lo scopo sarà promuovere e tutelare l’opera del Maestro, mantenendone viva la memoria e rendendola accessibile al pubblico e alle future generazioni.
L’associazione organizzerà una serie di mostre retrospettive. Un modo concreto per far conoscere alle nuove generazioni un artista che ha segnato la scena artistica romana e nazionale per decenni.
Oltre lo stereotipo: l’arte di Gianni Testa
L’arte di Gianni Testa è universalmente conosciuta per i cavalli. Tra gli addetti ai lavori era noto proprio come “il pittore dei cavalli”.
Ma la sua produzione va ben oltre questo stereotipo. È caratterizzata da un cromatismo molto acceso e da figure eteree e turbinose. Il suo stile spazia dal realismo all’impressionismo, con una capacità unica di astrarre le forme dalla massa informe delle pennellate.
Nato a Roma il 23 ottobre 1936, Testa si iscrisse ai corsi di Architettura presso l’Università La Sapienza. Nonostante superò a pieni voti il primo biennio, decise di lasciare per dedicarsi completamente alla pittura. Una scelta coraggiosa che avrebbe segnato tutta la sua vita.
Dalla Galleria Borghese agli incontri con i grandi
Frequentò i corsi della scuola di restauro presso la Galleria Borghese, sotto la guida della professoressa Della Pergola. Per un decennio si dedicò quasi completamente al restauro, studiando le tecniche usate dagli artisti nelle varie epoche.
Da questa esperienza emerse profondamente motivato per le sue necessità espressive.
Successivamente passò agli studi di scultura sotto l’egida del Maestro Bartolini.
In quegli anni conobbe e frequentò artisti del calibro di Carlo Quaglia, Carlo Levi, Renato Guttuso, Ennio Calabria e più tardi Pericle Fazzini.
Fu proprio Carlo Levi, vedendo nelle sue prime opere un autentico talento, a sollecitarlo nel 1962 a partecipare a una collettiva insieme a Guttuso, Mazzacurati e Domenico Purificato.
Una carriera di successi e riconoscimenti
L’interesse della critica nazionale accolse con favore i suoi primi dipinti e sculture. Questo lo stimolò a proseguire con caparbia tenacia.
La strada si rivelò piena di sacrifici e rinunce, ma anche colma di successi e traguardi brillantemente superati.
Numerosi i premi conseguiti: dalla Biennale Romana (dal 1968) alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma (dal 1975). Vinse il 1° Premio al Concorso “Brandy Italiano” nel 1970, fino ad arrivare al Premio alla Carriera consegnatogli dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Molte le mostre in Italia e all’estero, da Basilea a New York, da Philadelphia a Roma, dove nel 2014 venne organizzata una grande mostra antologica presso il Complesso del Vittoriano.
Appuntamento l’11 ottobre a San Lorenzo in Lucina
La Santa Messa dell’11 ottobre rappresenta un momento di raccoglimento per ricordare un artista che ha lasciato un segno profondo nell’arte italiana.
La Basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, accoglierà familiari, amici, colleghi e appassionati che vogliono rendere omaggio al Maestro. Un anno dopo la sua scomparsa, l’opera di Gianni Testa continua a vivere attraverso le sue opere e la memoria di chi lo ha conosciuto.



















