In ricordo di Ilaria Alpi, la giornalista assassinata 32 anni fa a Mogadiscio insieme al cineoperatore Miran Hrovatin, il 20 marzo scorso a Vigna Clara si è svolta una cerimonia di commemorazione. Con lo svelamento di una targa in sua memoria affissa sulla facciata del palazzo di via Napoleone Colajanni. In cui la giornalista è nata e cresciuta.
L’obiettivo: intitolare il parco di via Belloni nel 2027
“L’inizio di un percorso che ci porterà, speriamo il prossimo 20 marzo 2027, all’intitolazione dell’area verde attrezzata di Via Gerolamo Belloni” proseguono Torquati e Cozza. “Un parco pubblico del quartiere”. Un progetto che va oltre la targa. E punta a dare un riconoscimento permanente. Nel territorio dove Ilaria è cresciuta.
L’intitolazione di un parco è un gesto simbolico forte. Significa che ogni giorno bambini, famiglie, anziani. Passeggeranno in un luogo che porta il suo nome. Ricordando la sua storia. E i valori per cui è morta.
Presenti i vertici RAI e i familiari di Ilaria
Organizzata con l’Associazione Articolo 21. In collaborazione con la redazione di Vignaclarablog.it. Alla mattinata hanno preso parte i vertici RAI. La Giunta municipale, i parenti e i colleghi di Ilaria Alpi. E gli studenti della Scuola elementare Mengotti. E del Liceo Classico Lucrezio Caro. “Che ringraziamo per la calorosa partecipazione. E per la lettura di brani dedicati alla vicenda”.
La presenza degli studenti è fondamentale. Sono le nuove generazioni. Quelle che non hanno vissuto quegli anni. Ma che devono conoscere. E ricordare. E continuare a chiedere verità.
Ai Giardini Jacini: Terzulli, Vianello, Giulietti e la famiglia Alpi
Un momento di ricordo che si è svolto ai Giardini di Piazza Stefano Jacini. Con gli interventi di Pierluca Terzulli, direttore del Tg3. Andrea Vianello, ex direttore di Rai 3. Beppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21. E Umberto e Ginevra Alpi, cugini di Ilaria.
Voci importanti del giornalismo italiano. Che hanno conosciuto Ilaria. O che ne portano avanti la memoria. E la battaglia per la verità. La presenza della famiglia è commovente. Dopo 32 anni continuano a cercare giustizia.
Torquati e Cozza: “Una morte ancora avvolta nel mistero”
“In tutti questi anni non abbiamo mai dimenticato Ilaria Alpi e il cineoperatore Miran Hrovatin” sottolineano Torquati e Cozza. “Una morte tragica ancora avvolta nel mistero. Che porta tuttora con sé numerosi interrogativi. L’appuntamento di oggi rafforza il legame profondo. Che la giornalista aveva con il nostro territorio”.
“A custodia del suo ricordo e della sua integrità” proseguono. “Affinché dopo oltre trent’anni si possa arrivare finalmente alla verità. Di questa triste vicenda”.
Il ringraziamento alla famiglia Alpi
“Ringraziamo davvero la famiglia di Ilaria Alpi. Per aver condiviso questa giornata con il Municipio XV” concludono il Presidente e il Vicepresidente. “Un momento importante per il territorio. Che conferma il desiderio della nostra Comunità. Di fare luce su questa tragica pagina. Della storia del nostro paese”.
Un ringraziamento sentito. Che riconosce la dignità. E la tenacia di una famiglia. Che non si è mai arresa. Che continua a chiedere verità. E giustizia. Per Ilaria e Miran.
Chi era Ilaria Alpi: giornalista RAI uccisa a Mogadiscio
Ilaria Alpi era una giornalista RAI. Giovane, coraggiosa, determinata. Aveva 33 anni quando fu uccisa. Il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. In Somalia. Insieme al cineoperatore Miran Hrovatin. Stavano indagando su traffici illegali. Di armi e rifiuti tossici.
Era cresciuta a Vigna Clara. In via Napoleone Colajanni. Aveva studiato. Sognato. Costruito la sua professione. Con passione e rigore. La sua morte ha segnato profondamente. Il giornalismo italiano. E la coscienza civile del paese.
32 anni senza verità: un mistero irrisolto
Sono passati 32 anni. E ancora non c’è verità completa. Su cosa è successo quella sera. A Mogadiscio. Le indagini hanno avuto molte zone d’ombra. Depistaggi. Omissioni. La famiglia Alpi ha sempre denunciato. L’inadeguatezza delle ricostruzioni ufficiali.
Ilaria stava indagando su traffici pericolosi. Aveva scoperto cose scomode. Forse per questo è stata uccisa. Ma chi ha ordinato l’omicidio. Chi lo ha coperto. Perché lo Stato italiano. Non ha fatto di più. Sono domande ancora aperte.
Il valore del ricordo: educare alla verità
Ricordare Ilaria Alpi non è solo commemorazione. È impegno civile. È educazione alla verità. Alla giustizia. Al coraggio. Gli studenti che hanno letto brani. Sulla sua vicenda. Hanno imparato qualcosa di fondamentale.
Che il giornalismo è servizio pubblico e cercare la verità può costare la vita e che la democrazia si difende. Con l’informazione libera. E coraggiosa. Come quella di Ilaria.
Vigna Clara non dimentica: la sua giornalista
Vigna Clara è il quartiere dove Ilaria è nata. E cresciuta. Dove ha studiato. Giocato. Sognato. Il quartiere non l’ha dimenticata. E ora le dedica una targa. E, si spera, un parco. Un modo per tenerla viva. Nella memoria collettiva.
Ogni volta che qualcuno passerà. Davanti alla targa. O entrerà nel parco. Si ricorderà di lei. Della sua storia. Del suo coraggio. E continuerà a chiedere. Verità e giustizia.
Articolo 21: libertà di stampa e memoria
L’Associazione Articolo 21 ha organizzato l’evento. Insieme al Municipio. Articolo 21 difende la libertà di stampa. E ricorda i giornalisti. Morti per fare il loro lavoro. Ilaria Alpi è uno dei simboli. Di questa battaglia.
Il suo nome è accanto. A quello di tanti altri. Giornalisti italiani e stranieri. Uccisi perché cercavano la verità. Perché informavano. Perché non si piegavano. Ai poteri forti.

























