Non un ufficio, non uno sportello, non un centro di aggregazione. Qualcosa di più. “Porte Aperte” è il nuovo hub polifunzionale inaugurato il 13 maggio 2026 a Tor Bella Monaca, nel Municipio VI delle Torri, con un obiettivo preciso: scardinare l’isolamento sociale di una delle periferie più complesse di Roma, mettendo in rete spazi, persone, servizi e opportunità. Un progetto finanziato dai fondi europei del Next Generation EU nell’ambito del “PUI 28 – Polo della Sostenibilità Tor Bella Monaca”, costruito su oltre un anno di co-progettazione tra Roma Capitale e undici enti del Terzo Settore, con il rigore scientifico di docenti de La Sapienza e di Tor Vergata.
Un quartiere che aspettava risposte concrete
Tor Bella Monaca è un territorio che conosce bene il peso delle emergenze sociali: alta densità abitativa, povertà educativa, divario digitale, precarietà economica e lavorativa, barriere culturali e linguistiche, accesso limitato ai servizi. Criticità strutturali che in molti casi generano devianza tra i più giovani e isolamento per tanti abitanti dell’area.
“Porte Aperte” nasce per rispondere a tutto questo con un modello stabile e non episodico: un presidio multifunzionale capace di raggiungere il maggior numero possibile di persone, costruendo percorsi individuali e personalizzati per chiunque si rivolga all’hub.
Chi c’è dietro il progetto: undici realtà radicate nel territorio
Il cuore di “Porte Aperte” è una Associazione Temporanea di Scopo composta da undici enti del Terzo Settore, tutti con una presenza ultradecennale nel Municipio VI. A fare da capofila è Cospexa Società Cooperativa Sociale ETS, insieme a: Antropos Cooperativa Sociale, Cubo Libro APS, New Life for Children ETS, Frame for Life ETS, Socio Sanitaria Futura, Associazione Nomi e Numeri Contro le Mafie, Nuove Risposte Cooperativa Sociale, Comunità di Sant’Egidio ACAP APS, AMILI e Nonna Roma ODV.
Il progetto è gestito da una Cabina di Regia che coinvolge partner, operatori e istituzioni, garantendo integrazione tra le attività e capacità di risposta tempestiva ai bisogni emergenti. Tutte le attività sono monitorate da un Comitato Scientifico universitario e sottoposte a valutazione d’impatto da parte di Tamerici Srl e dello spin-off SIAVS della Sapienza.
Cosa offre l’hub: tutti i servizi gratuiti
“Porte Aperte” opera su tre aree di intervento — persone, comunità e reti — attraverso spazi fissi e itineranti. I servizi sono completamente gratuiti e si rivolgono a famiglie, giovani, anziani, persone con disabilità, immigrati e minori a rischio.
Sul fronte dell’orientamento e prossimità: sportelli di ascolto, supporto per pratiche burocratiche. Poi accesso ai servizi socio-assistenziali. Sul fronte del lavoro e della formazione: orientamento professionale, bilancio delle competenze. Così come laboratori per l’occupazione. Sul fronte della comunità: aggregazione giovanile, sostegno scolastico per bambini dai 6 agli 11 anni. Poi percorsi per adolescenti, supporto alla genitorialità. E iniziative intergenerazionali. Il tutto con assemblee periodiche aperte alla partecipazione di cittadini, istituzioni e tutti gli attori del territorio.
Funari: “Portare servizi in periferia significa investire nella dignità dei cittadini”
L’Assessora alle Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale Barbara Funari ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa. “Porte Aperte rappresenta un presidio sociale fondamentale per Tor Bella Monaca: un luogo dove famiglie, giovani, anziani e persone fragili possono trovare ascolto, orientamento e opportunità”, ha dichiarato. “Questo hub nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale e il Terzo Settore per costruire una comunità più forte, inclusiva e vicina ai bisogni reali delle persone”.
Il messaggio finale è netto: “Portare servizi in periferia significa investire anche nella dignità di tutti i cittadini, nei legami sociali e nella partecipazione”.
Celli: “Rigenerare un territorio significa creare connessioni, ascolto e possibilità”
Anche Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, ha voluto dare il senso più ampio del progetto. “Connettiamo spazi, persone, servizi e opportunità”, ha dichiarato. “L’obiettivo non è solo offrire servizi, ma creare un punto di riferimento stabile per il quartiere, capace di lasciare effetti duraturi nel tempo: reti più forti, nuove opportunità e legami comunitari più solidi”. E ha concluso con una visione che va oltre il singolo intervento: “Rigenerare un territorio significa prima di tutto creare connessioni, ascolto e possibilità”.
Ricco (Cospexa): “Da soli non basta, insieme sì”
A dare la voce del Terzo Settore è Concetta Ricco, Presidente di Cospexa e capofila del partenariato. “Il punto di forza di Porte Aperte è che nessuna delle nostre associazioni è in grado da sola di dare risposte specifiche che soddisfino i bisogni complessi delle persone”, ha spiegato. “Questo è frutto di oltre un anno di co-programmazione durante il quale tutti gli undici enti partner hanno lavorato insieme, in modo da essere più adeguati ed efficaci rispetto ai nuovi bisogni che emergono dal territorio”.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: “Vogliamo che il progetto non si concluda, che rimanga aperto e che i cittadini possano continuare a utilizzare l’hub polifunzionale”.
























