La proposta: nessun bambino escluso per ragioni economiche
Il cuore dell’idea di Celli è semplice e diretto: trasformare il diritto allo sport — riconosciuto dalla Costituzione — in una possibilità reale per tutte le famiglie, “senza differenze economiche o sociali”. Una proposta che nasce dalla consapevolezza che oggi, per molte famiglie italiane, iscrivere un figlio a uno sport è una scelta che dipende dal reddito, non dalla voglia del bambino.
“Rendiamo gratuita l’attività sportiva per tutti i ragazzi e le ragazze under 13”, ha dichiarato la presidente, “concretizzando davvero il diritto allo sport”. Un’affermazione che suona come un atto d’accusa verso l’attuale sistema e, al tempo stesso, come una proposta politica precisa da tradurre in norma.
Roma già in campo: il lavoro sulla accessibilità sportiva
Celli ha inquadrato la proposta in un percorso già avviato dalla Capitale. “Roma sta portando avanti un grande lavoro per rendere lo sport sempre più accessibile, diffuso e vicino alle persone”, ha sottolineato, ricordando come lo sport non sia “solo attività fisica: è salute, inclusione, educazione, socialità e qualità della vita”.
Una visione che collega direttamente il tema sportivo a quello della coesione sociale, soprattutto nelle periferie, dove l’accesso alle attività extrascolastiche è spesso il primo discrimine tra chi ha opportunità e chi no.
Dopo la Costituzione, serve il passo concreto
Il riferimento di Celli al riconoscimento dello sport in Costituzione — avvenuto con la riforma del 2022 che ha inserito la tutela delle attività sportive nell’articolo 33 — non è casuale. Quella norma ha sancito un principio. Ora, secondo la presidente dell’Assemblea Capitolina, serve trasformarlo in realtà quotidiana. “Dopo il riconoscimento dello sport in Costituzione, ora serve un passo concreto per trasformare davvero questo diritto in una possibilità reale per tutte le famiglie”, ha affermato.
Un passaggio che richiede risorse, volontà politica e una scelta di priorità chiara: i bambini prima di tutto.
“Sportivizzare” le città: la visione oltre la proposta
Celli ha chiuso il suo intervento con una visione più ampia, che guarda alle città come ecosistemi da riprogettare intorno allo sport e alle persone. “Sportivizzare le città significa renderle più sane, inclusive e umane”, ha detto, ringraziando Fabio Pagliara, la Fondazione Sportcity e tutti coloro che “ogni giorno lavorano per costruire città più vive, sostenibili e a misura delle persone attraverso lo sport”.
Una proposta nata a Salsomaggiore, ma destinata — nelle intenzioni di chi l’ha lanciata — a fare il viaggio inverso: tornare a Roma e diventare politica concreta.



















