Una notte, 130 scuole, tutta la città
Dal centro alle periferie, nessun quartiere escluso. La Notte Bianca delle Scuole Aperte non è un evento concentrato in un solo punto della città: è distribuita capillarmente su tutto il territorio romano, con ogni istituto che diventa autonomamente protagonista della propria serata.
Il progetto Scuole Aperte — di cui la Notte Bianca rappresenta il momento simbolico più atteso — consente agli istituti di rimanere aperti durante tutto l’anno scolastico oltre l’orario ordinario, con attività pomeridiane, serali e nel fine settimana rivolte a studenti e cittadinanza. Nel tempo è cresciuto fino a coinvolgere centinaia di migliaia di studenti e una rete sempre più ampia di associazioni, realtà culturali e territoriali.
La novità di quest’anno: dentro Casal del Marmo
Tra le partecipazioni più significative di questa edizione c’è quella dell’Istituto penitenziario minorile di Casal del Marmo. Anche lì, venerdì sera, andrà in scena uno spettacolo teatrale insieme alle esibizioni dei ragazzi e delle ragazze che nel corso dell’anno hanno partecipato ai laboratori di rap e di espressione corporea.
Un segnale potente: la scuola aperta non si ferma davanti a un cancello. L’educazione entra anche dove la vita è più difficile, e la Notte Bianca diventa l’occasione per mostrarlo a tutta la città.
Pratelli: “La scuola come bene comune e strumento di democrazia”
A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è l’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli, con parole che vanno ben oltre la comunicazione istituzionale.
“Questa Notte Bianca è molto più di una festa: è il racconto concreto dell’idea di scuola che stiamo costruendo a Roma”, ha dichiarato. “Una scuola aperta, attraversabile, capace di stare dentro la vita dei quartieri e di diventare presidio educativo, culturale e sociale”. Pratelli ha poi chiarito la scelta politica che sta dietro all’investimento: “Crediamo che la scuola non debba vivere soltanto nelle ore delle lezioni, ma possa essere uno spazio pubblico vivo, dove si costruiscono relazioni, opportunità, partecipazione e contrasto alle disuguaglianze”.
La chiusura è una visione: “Vedere contemporaneamente 130 scuole aperte, dal centro alla periferia, animate da ragazze, ragazzi, famiglie, associazioni e cittadini significa vedere una città che educa tutta insieme. È questo il senso più profondo del progetto Scuole Aperte: fare della scuola un bene comune e della conoscenza uno strumento di comunità e di democrazia”.
Una scuola “sconfinata” che dialoga con il territorio
La Notte Bianca non è solo un evento. È la fotografia di un modello educativo che Roma sta costruendo: quello della scuola inclusiva e sconfinata, capace di uscire dalle proprie mura e di diventare parte attiva della vita del quartiere. Un presidio non solo didattico, ma sociale e culturale, aperto a tutti.
Il 22 maggio sarà la prova generale. E i numeri degli anni precedenti — centinaia di migliaia di partecipanti — dicono che Roma ha già risposto presente.
Consulta il programma completo della Notte Bianca con tutte le attività previste nei diversi istituti scolastici.



















