I numeri del primo trimestre 2026
I dati diffusi da ATAC disegnano un quadro in costante miglioramento su tutti i fronti. Le sanzioni comminate sono arrivate a 45.219, il 2% in più rispetto al primo trimestre 2025. Ma il dato più significativo riguarda i ricavi: i proventi da sanzioni sono cresciuti dell’11%, sfiorando 1,8 milioni di euro nei soli tre mesi di gennaio, febbraio e marzo.
Un risultato che non si spiega solo con il maggior numero di controlli, ma anche con una svolta tecnologica precisa: l’introduzione di PagoPa e dei POS per il pagamento immediato delle sanzioni. Nel 2025 il 61% dei verbali è stato pagato entro cinque giorni dalla contestazione, portando gli incassi annuali da sanzioni a superare i sei milioni di euro. Meno burocrazia, meno evasione anche nella riscossione.
Patanè: “Un atto di giustizia sociale”
A commentare i dati è l’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, che non si limita a celebrare i numeri ma li inserisce in una visione più ampia. “I risultati di ATAC sull’evasione tariffaria rappresentano il segno tangibile di una svolta radicale nella gestione del trasporto pubblico della Capitale”, ha dichiarato, ringraziando “i vertici dell’azienda, il personale ispettivo e tutte le lavoratrici e i lavoratori ATAC per lo straordinario lavoro svolto”.
Sul metodo, Patanè è esplicito: “I numeri dimostrano che la macchina dei controlli funziona a pieno regime e che la strada dell’innovazione tecnologica che abbiamo intrapreso è quella corretta”. Ma è sul piano del principio che l’assessore affida il messaggio più forte: “Contrastare i furbetti non è solo un modo per recuperare risorse da investire nel TPL, ma è soprattutto un atto di giustizia sociale e di rispetto nei confronti della stragrande maggioranza dei romani e dei turisti che paga regolarmente il biglietto e compie il proprio dovere ogni giorno”.
Una leva strategica del nuovo piano industriale
La stretta sui controlli non è un’iniziativa isolata. Rientra a pieno titolo tra le leve strategiche del nuovo piano industriale di ATAC, che punta a risanare i conti dell’azienda anche attraverso il recupero di risorse sottratte dall’evasione. Ogni biglietto non pagato è un ammanco diretto sui conti del trasporto pubblico romano, e quindi un danno indiretto per chi invece paga.
L’equazione è semplice: più risorse recuperate dall’evasione significano più margini per investire in nuovi mezzi, manutenzione e qualità del servizio. La lotta ai furbetti, insomma, non è solo una questione di ordine pubblico. È una questione di futuro per il trasporto pubblico di Roma.
Tecnologia e presenza: il modello che funziona
Il salto in avanti degli incassi da sanzioni racconta anche qualcosa di preciso sul cambiamento culturale in atto. Fino a pochi anni fa, prendere una multa sui mezzi pubblici romani significava spesso ricevere un pezzo di carta destinato al cassetto. Con PagoPa e i POS a bordo, pagare è diventato immediato, semplice, inevitabile. E il 61% di verbali riscossi entro cinque giorni dimostra che quando il sistema funziona, i cittadini — quasi sempre — si adeguano.
Il cantiere è aperto. I dati del primo trimestre 2026 dicono che la direzione è quella giusta.



















