Un’edizione con un peso simbolico preciso
Trentatré anni di Pride a Roma non sono un numero qualunque. Sono decenni di battaglie, visibilità conquistata, diritti ottenuti e altri ancora da difendere. L’edizione 2026 si inserisce in un momento politico nazionale in cui la questione dei diritti civili è più che mai centrale nel dibattito pubblico, e la presenza del primo cittadino in apertura del corteo vale più di qualsiasi dichiarazione.
A dare l’annuncio ufficiale è stata Marilena Grassadonia, coordinatrice delle politiche per i diritti LGBT+ di Roma Capitale: “Il Pride attraverserà le strade della nostra città. Sarà presente, in testa al corteo, il Sindaco Roberto Gualtieri, un’ulteriore conferma dell’impegno di questa Amministrazione nella promozione dei diritti delle persone LGBTQIA+ e per la costruzione di una città migliore”.
Grassadonia: “Dalle città può partire l’onda arcobaleno”
La coordinatrice ha inquadrato la partecipazione istituzionale in un percorso più ampio, fatto di scelte concrete portate avanti nel corso dell’intera consiliatura. “Un impegno che, insieme alle associazioni e a tutta la comunità LGBTQIA+, abbiamo portato avanti a tutti i livelli con determinazione e costanza”, ha sottolineato Grassadonia, aggiungendo una visione che guarda oltre i confini capitolini: “Con la profonda consapevolezza che dalle città possa partire quell’onda arcobaleno che renda il nostro un Paese più giusto per tutte e tutti”.
Un messaggio che suona come una risposta diretta a chi pensa che i diritti civili siano una questione secondaria nell’agenda delle amministrazioni locali.
Il Pride non è solo la parata: la Pride Croisette
Grassadonia ha anche voluto allargare lo sguardo oltre il 20 giugno, ringraziando il Roma Pride, le associazioni e il portavoce Mario Colamarino per aver ricordato come “il Pride non si esaurisca nella parata del 20 giugno ma sia anche un momento fondamentale per la vita culturale, politica e sociale della nostra città”.
A testimoniarlo è il ricco programma della Pride Croisette, la rassegna di eventi che accompagna e anticipa la parata principale, trasformando il Roma Pride in qualcosa di più di una sola giornata: un momento di elaborazione collettiva, dibattito e cultura che coinvolge la città ben oltre il corteo.
Roma capitale dei diritti
Il Roma Pride 2026 non è solo una festa. È una dichiarazione di posizione. In un Paese in cui il dibattito sui diritti delle persone LGBTQIA+ resta acceso e spesso divisivo, una capitale che scende in piazza con il proprio sindaco in testa al corteo manda un segnale preciso: Roma sceglie da che parte stare.
L’appuntamento è per il 20 giugno.



















