Serre ottocentesche tornano alla vocazione agricola
Le serre monumentali sono state realizzate nella prima metà dell’Ottocento, parte di un più vasto progetto sistematico di coltivazione coperta all’interno della villa. Oggi vengono restituite alla loro vocazione agricola originaria, ma con tecnologie del XXI secolo.
L’inaugurazione si è tenuta oggi alla presenza dell’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, Giovanna Barni (delegata di Coopculture per l’Associazione del Casale dei Cedrati) e i rappresentanti dell’Associazione consortile che cura la gestione del Casale.
Un anno dal patto di collaborazione
“A poco meno di un anno dalla firma del Patto di Collaborazione stilato tra l’Assessorato e l’Associazione del Casale dei Cedrati, le serre di Villa Pamphilj vengono restituite alla loro vocazione agricola con un progetto altamente innovativo che coniuga sostenibilità ambientale con il recupero di edifici di pregio storico a lungo abbandonati”, ha dichiarato l’assessora Alfonsi.
“Siamo convinti che i patti di collaborazione tra l’amministrazione e le associazioni dei territori possano essere uno strumento efficace e partecipato per la gestione dei beni comuni e per la promozione di progetti di valorizzazione e di cura condivisa all’interno dei parchi e delle ville storiche della città”, ha aggiunto.
Cos’è l’agricoltura idroponica organica: niente suolo, solo acqua e nutrienti
La coltivazione idroponica è una tecnica altamente ecosostenibile che non ha bisogno di suolo. Il terreno è sostituito da un substrato inerte su cui le piante sono in sospensione e irrigate da una soluzione nutritiva composta da acqua e concimi organici consentiti in agricoltura biologica, anziché fertilizzanti chimici sintetici.
Questa installazione, oltre a garantire un’elevata qualità dei prodotti ortivi, è anche pienamente compatibile con le caratteristiche di pregio storico delle serre. Il sistema a ricircolo d’acqua consente un’ossigenazione costante e la distribuzione controllata dei nutrienti, riducendo significativamente il consumo energetico e idrico.
La tecnologia: sonde da remoto e parametri costanti
Un sistema di sonde, monitorabile da remoto, rileva costantemente i diversi parametri dell’acqua: temperatura, grado di alcalinità/acidità, elettroconducibilità, salinità, potenziale di riduzione dell’ossidazione. L’ottimizzazione di tutte le variabili consente un’elevata qualità del prodotto.
Il sistema è stato messo a punto dopo sperimentazioni ultradecennali dalla società H4O in collaborazione con il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza. Un esempio di come ricerca scientifica e applicazione pratica possano dialogare.
I vantaggi: +30% crescita, +20% resa produttiva
I numeri parlano chiaro: crescita delle piante fino al 30% più rapida e resa produttiva fino al 20% superiore rispetto ai metodi di coltivazione tradizionale. Eliminando il terreno, si riducono inoltre problemi legati alle malattie del suolo dovuti a parassiti e funghi patogeni.
Il Giardino genererà una produzione costante di verdura di qualità, sempre fresca di raccolto a chilometro zero, utilizzabile dalla caffetteria del Casale. Dalla serra alla tavola in pochi metri, con zero impatto ambientale per il trasporto.
Barni: “Modello di riuso innovativo e cooperativo”
“Il complesso Casale, Giardino e Serre rappresenta ormai, grazie anche al progetto di coltivazione idroponica, un modello di riuso innovativo e cooperativo di aree verdi e strutture antiche urbane”, ha dichiarato Giovanna Barni.
“Destinato non solo alla cura e alla fruizione comune, ma anche alla produzione culturale e agricola, entrambe all’insegna di tradizione, innovazione e rigenerazione di lavoro e di comunità”, ha aggiunto.
Mappatura digitale del Parco: tecnologia per i visitatori
Da qualche giorno è disponibile per i visitatori, al punto informativo del Casale o su dispositivo mobile, una mappatura digitale per la fruizione del Parco. Include memorie, narrazioni partecipate, informazioni storico-artistiche e botaniche.
Ma non solo: è anche punto di ascolto e registrazione dei bisogni della comunità, confermando la funzione del Casale dei Cedrati come hub del territorio a 360 gradi. Tecnologia al servizio della partecipazione e della conoscenza.
Un laboratorio di eccellenza tra storia e futuro
Il Casale dei Cedrati si conferma laboratorio di eccellenza per sperimentare una nuova integrazione tra bellezza, natura, cultura, welfare e tecnologia. Un luogo che coniuga tradizione, innovazione, qualità, efficienza, produttività e sostenibilità ambientale.
Le serre ottocentesche che producono verdura con tecnologie avanzate sono la metafora perfetta di questa filosofia: rispetto del passato, sguardo al futuro. E al centro, sempre, la comunità e l’ambiente.
Approfondisci: Il Casale – Casale dei Cedrati
























