Da viadotto fantasma a corridoio verde: la storia di una rinascita
La sede del nuovo itinerario ciclopedonale era stata predisposta negli anni Novanta per ospitare una linea tranviaria. Quella linea non è mai entrata in esercizio, e nel tempo l’area era diventata un problema: insediamenti informali, rifiuti solidi urbani, vegetazione infestante, buio e abbandono.
Prima ancora di costruire la pista, il cantiere ha dovuto fare altro: sgomberare gli insediamenti informali, rimuovere ingenti quantità di rifiuti e materiali di risulta, tagliare e pulire la vegetazione, installare un nuovo impianto di illuminazione pubblica H24 nei sottopassi e sotto gli impalcati. Solo dopo è arrivata la ciclabile. Un lavoro di bonifica e rigenerazione urbana che ha preceduto e reso possibile il progetto di mobilità.
Cosa c’è lungo i 2,7 chilometri: tutto quello che troverete
Il tracciato non è una semplice striscia di asfalto colorato. È un asse strutturante per il Municipio III che collega direttamente il Parco delle Sabine e il Parco Talenti, attraversando alcuni dei nodi più frequentati della zona.
Lungo il percorso si intersecano la stazione FS di Fidene, il centro commerciale Porta di Roma, l’Università Pontificia Salesiana e diversi istituti scolastici. All’estremità sud il collegamento con le bike-lane di via Monte Cervialto e la stazione Metro B1 Jonio garantisce una connessione diretta con il trasporto pubblico. Chi vuole andare in bici fino alla metropolitana — e poi proseguire in treno — da oggi può farlo in sicurezza, senza incrociare il traffico.
Gualtieri: “Diventerà uno spazio molto amato. E non ci fermeremo qui”
Il Sindaco Roberto Gualtieri ha commentato l’inaugurazione con parole che guardano già oltre. “Abbiamo trasformato un viadotto che aveva perso la sua funzione in un luogo completamente nuovo, a disposizione dei cittadini. Non soltanto una pista ciclabile, ma un vero e proprio parco lineare, con spazi per passeggiare, fare attività fisica, nuove aree e panchine”, ha dichiarato.
Il Sindaco ha poi sottolineato l’origine territoriale del progetto: “È un progetto nato dal territorio, che abbiamo condiviso e siamo riusciti a realizzare, dimostrando quanto sia importante valorizzare le idee e le proposte che arrivano direttamente dai cittadini». E ha lanciato l’obiettivo successivo: «Non ci fermeremo qui: lavoreremo per prolungare questo percorso e collegarlo al resto della rete ciclabile della città”.
Patanè: “Stiamo ricucendo i quartieri, non solo costruendo km di piste”
L’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha inserito l’opera in un quadro più ampio. “Questo intervento dimostra il grande lavoro complessivo che si sta facendo per dare alla Capitale una rete ciclabile all’altezza di una capitale moderna ed europea”, ha dichiarato. “Non stiamo solo realizzando chilometri di piste, ma stiamo ricucendo i quartieri, rigenerando spazi urbani degradati e offrendo ai cittadini alternative reali e sicure all’uso dell’automobile privata”.
Una distinzione importante: non infrastruttura per pochi appassionati di bicicletta, ma strumento di mobilità quotidiana per chi vive e lavora in quella zona della città.
Fondi PNRR e visione europea: Roma che pedala verso il futuro
L’opera è finanziata dall’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU del PNRR: risorse europee che in questo caso si traducono in chilometri percorribili senza auto, aria più pulita e uno spazio urbano restituito alla comunità. Un esempio concreto di cosa può diventare un finanziamento europeo quando trova un progetto solido su cui atterrare.
Per i residenti del Municipio III — da Fidene a Talenti, da Bufalotta a Jonio — il Viadotto dei Presidenti è pronto. Basta salire in sella.




















