Il negozio sotto casa, la libreria di quartiere, l’edicola all’angolo. Quei presidi di vita urbana che rendono un quartiere un luogo vivo e non solo un dormitorio. Roma Capitale ha approvato una delibera di Giunta che stanzia oltre 2,5 milioni di euro in contributi regionali per 26 progetti presentati dalle Reti di Imprese tra Attività Economiche su Strada. Un segnale preciso: il commercio di prossimità non è una categoria residuale dell’economia urbana, ma una leva strategica per la qualità della vita nei quartieri.
Cosa prevede la delibera: 26 progetti, fondi regionali fino a 100mila euro
Il provvedimento approva 26 programmi presentati dalle Reti di Imprese, per un valore complessivo di 2.598.134,36 euro di contributi regionali richiesti. Le candidature rientrano nell’Avviso pubblico promosso dalla Regione Lazio, che mette a disposizione finanziamenti fino a 100mila euro per ciascun progetto ammesso.
Tutte le 26 candidature sono risultate ammissibili a seguito dell’istruttoria condotta dal Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale. Un risultato che testimonia la qualità progettuale delle reti coinvolte e la solidità del percorso istruttorio.
Da Centocelle a Ostia, da Ponte Milvio a San Pietro: tutta Roma in campo
La mappa dei progetti è quella della città reale, non di una Roma da cartolina. I quartieri coinvolti spaziano da Centocelle al Pigneto, da Ostia a Montagnola, da Torrevecchia a Monteverde, fino a Ponte Milvio, Trionfale, Balduina, Montesacro e San Pietro.
Tra i progetti figura anche un’iniziativa che coinvolge le edicole e le librerie romane, riconoscendone esplicitamente il ruolo di presidi culturali e sociali nei territori. Un dettaglio che dice molto sulla visione che guida l’intervento: il commercio di prossimità non è solo fatturato, è identità di quartiere.
Le 26 Reti ammesse sono: Rete Roma Faber, Rete Colli Aniene, Rete Torrevecchia, Rete Via dei Castani, Rete di Imprese Vivere Trionfale, Rete Edicole, Rete Ostia d’Amare in Rete, Rete Librerie di Roma, Montagnola in Rete, Rete di Imprese Torpignattara, Rete Monti Green, Rete Quadrilatero Oltre la Breccia, Rete Centro Arvalia, Rome Authentic Experience, Rete San Pietro – Borgo Pio, Associazione Monteverde Commercio e Territorio, Associazione Vigna Clara Shopping, Reti di Impresa Robinie, Reti di Impresa Via Tiburtina, Rete Forte Bravetta, Reti di Imprese Re di Roma, Reti di Imprese Pigneto, Rete Trionfale, Rete Balduina, Pigneto Vibes e Rete di Imprese Piazzale Ponte Milvio.
Gli obiettivi: competitività, attrattività e innovazione nei quartieri
I 26 programmi puntano a sostenere la competitività delle attività economiche, migliorare la qualità e l’attrattività degli spazi urbani, promuovere l’innovazione e rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità locali. Un modello che parte dal basso, costruito attorno alle specificità di ogni quartiere e alle energie già presenti sul territorio.
Baglio: “Quartieri più vivi, attrattivi e dinamici”
L’assessora alle Attività Produttive Valeria Baglio ha inquadrato la delibera in una visione che va oltre il sostegno economico. “Le Reti di Imprese rappresentano una risorsa strategica per Roma, perché mettono insieme le energie del tessuto economico locale e contribuiscono a rendere i nostri quartieri più vivi, attrattivi e dinamici”, ha dichiarato.
Il messaggio politico è esplicito: “Sostenere il commercio di prossimità significa non soltanto accompagnare la crescita delle attività produttive, ma anche valorizzare l’identità dei territori, rafforzare le relazioni sociali e migliorare la qualità della vita delle persone”.
Baglio ha poi tracciato la direzione: “Vogliamo continuare a investire su un modello di sviluppo che parta dai quartieri, riconoscendo alle imprese un ruolo fondamentale nella vitalità economica e sociale della nostra città”.
Un modello che parte dai quartieri
La delibera non è solo un provvedimento amministrativo. È la fotografia di un modello di sviluppo urbano che scommette sulla rete corta: imprese che collaborano, quartieri che si rigenerano, comunità che si rafforzano. In una città spesso percepita come troppo grande per essere governata nei dettagli, 26 progetti distribuiti da nord a sud raccontano un’amministrazione che prova a fare esattamente questo: governare i dettagli.







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