Cosa cambia dal 1° novembre: le limitazioni restano, il blocco no
La delibera non è un condono ambientale. Le limitazioni al traffico esistenti rimangono in vigore. Quello che viene evitato è il salto automatico verso divieti più drastici che avrebbero colpito veicoli ancora molto diffusi nel parco auto romano, in particolare nelle fasce di reddito più basse e tra le piccole imprese.
La logica della delibera è quella delle misure alternative: i Comuni possono adottare interventi diversi dai blocchi generalizzati, purché garantiscano la stessa efficacia ambientale, dimostrata da evidenze tecniche e scientifiche. Non meno rigore, ma rigore applicato in modo più mirato e sostenibile per i cittadini.
Rocca: “L’automobile non è un lusso, ma una necessità”
Il Presidente Francesco Rocca ha scelto parole dirette per spiegare la scelta. “Una risposta concreta alle preoccupazioni di tante famiglie e imprese”, ha dichiarato. “L’automobile è indispensabile per lavorare, accompagnare i figli a scuola o prendersi cura di un familiare, e sostituirla rappresenta una spesa difficile da sostenere”.
Rocca ha poi chiarito la filosofia che guida l’intervento: «La tutela della salute e la riduzione dell’inquinamento restano obiettivi irrinunciabili, da perseguire con scelte che tengano conto anche delle condizioni economiche e delle necessità quotidiane dei cittadini». Il governatore ha concluso con un impegno preciso: “Vogliamo accompagnare le persone nella transizione ecologica, offrendo alternative concrete e accessibili”.
Palazzo: “Qualità dell’aria migliorata senza blocchi automatici”
L’assessore all’Ambiente Elena Palazzo ha rivendicato il merito di un percorso avviato già nel 2025. “Il primo passo lo abbiamo compiuto quando abbiamo introdotto la possibilità per i Comuni di adottare misure alternative ai blocchi, purché altrettanto efficaci e supportate da dati scientifici”, ha spiegato. “È grazie a questo intervento che Roma ha potuto evitare la tagliola del blocco dei diesel Euro 4 ed Euro 5”.
I numeri le danno ragione. Nel 2025 sono stati rispettati tutti i limiti normativi sulla qualità dell’aria e nell’aggiornamento di agosto 2026 le concentrazioni medie di PM10 e biossido di azoto risultano diminuite di circa il 2% rispetto all’anno precedente. “I risultati dimostrano che la qualità dell’aria si migliora con programmazione e interventi concreti, senza imporre sacrifici inutili a cittadini e imprese”, ha concluso l’assessore.
25 milioni di euro per la transizione: i veicoli commerciali e le caldaie
La Regione non si ferma alla delibera. Accanto alle misure sul traffico arriva un pacchetto di 25 milioni di euro, previsti dall’Accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per Roma e la Valle del Sacco. Nel dettaglio:
10 milioni sono destinati alla sostituzione dei veicoli commerciali più inquinanti. A questi si aggiungono incentivi per il rinnovo delle caldaie nella Valle del Sacco, rifinanziati anche nel 2027. La Regione sta inoltre lavorando per destinare risorse rese disponibili dal Governo all’ammodernamento dei mezzi di trasporto pubblico locale e delle vecchie caldaie nell’edilizia residenziale pubblica.
Una strategia basata sui dati, non sulle ideologie
L’assessore Palazzo ha tenuto a chiudere con un messaggio metodologico che definisce l’approccio della Giunta. “Il lavoro di monitoraggio di ARPA Lazio è fondamentale: ci permette di conoscere l’andamento reale degli inquinanti e assumere decisioni basate sui dati scientifici, non su posizioni ideologiche o divieti automatici”. E ancora: “La tutela dell’ambiente deve tradursi in risultati misurabili, non in penalizzazioni fine a sé stesse”.
Una posizione che separa nettamente la strada del rigore selettivo da quella dei blocchi generalizzati. Con i dati che, per ora, sembrano dare ragione alla scelta.









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