Un parco con una storia lunga cinquant’anni
L’area verde non è nata per decreto. Il Parco Falcone e Borsellino esiste dagli anni Settanta, voluto e conquistato dai cittadini del quartiere. Negli anni Novanta, sull’onda dell’emozione e dell’indignazione per le stragi di Capaci e via D’Amelio, il parco è stato intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli uomini delle loro scorte: una dedica che non è solo un nome su una targa, ma un atto civile permanente.
Oggi quel legame tra territorio, memoria e impegno civile si rinnova con la firma del patto, che trasforma la cura del verde in un gesto collettivo e consapevole.
Cosa prevede il patto di collaborazione
L’accordo affida al Comitato Parchi Colombo O.d.V. la cura ordinaria del parco, in affiancamento — non in sostituzione — alle attività dell’Ufficio del Servizio Giardini di Roma Capitale. Ma il patto va oltre la manutenzione del verde: include la valorizzazione dell’area come spazio sociale, con l’organizzazione di mostre fotografiche, eventi sportivi e iniziative ricreative aperte alla comunità.
Un modello che trasforma un’area verde da semplice polmone urbano a luogo vivo, dove si costruiscono relazioni e si rafforza il senso di appartenenza al quartiere.
Alfonsi: “La città si amministra meglio con la sinergia tra istituzioni e cittadini”
A commentare la firma è stata Sabrina Alfonsi. Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Ha inquadrato l’accordo in una strategia più ampia. “Un nuovo patto di collaborazione. Questa volta nel Municipio VIII. Che si aggiunge a quelli già firmati dall’Amministrazione e da decine di associazioni”, ha dichiarato l’assessora, citando esperienze analoghe come Casale dei Cedrati, l’aiuola di via Morosini e via Principe Amedeo.
“Il modello della gestione e cura condivisa si sta diffondendo in tutta Roma”, ha aggiunto Alfonsi, “a testimonianza che la città si amministra meglio quando c’è sinergia tra istituzioni e cittadini”.
Legalità, memoria e comunità: il valore di un parco
L’assessora ha voluto chiudere con una riflessione che va oltre la gestione del verde. “L’obiettivo è valorizzare il parco, coinvolgendo tutti i fruitori. Per poi diffondere l’idea che le aree verdi sono spazi in cui nascono relazioni, si saldano i legami e si crea una comunità”. E sul nome del parco: “Questo luogo, dedicato a Falcone, Borsellino e agli uomini delle scorte, ci ricorda il necessario legame. Tra l’impegno civile, la storia, la legalità e la democrazia”.
Parole che danno a un patto di manutenzione urbana un peso morale preciso. Prendersi cura di questo parco significa anche tenere viva una memoria che appartiene a tutta l’Italia.
























