La Fontana delle Naiadi, il gioiello liberty di Mario Rutelli, torna dunque finalmente visibile al pubblico nella sua piena magnificenza.
Un restauro da oltre mezzo milione di euro
I lavori di restauro della centrale fontana di Piazza della Repubblica sono stati a cura della Sovrintendenza Capitolina nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi.
L’opera di restauro della Fontana delle Naiadi è iniziata a settembre 2024 e ha avuto una durata di 240 giorni. Il costo complessivo è stato di oltre 580.000 euro.
Grazie a un attento lavoro di recupero e valorizzazione, la fontana torna oggi a mostrarsi nella sua bellezza originaria, al centro della Capitale.
La Fontana delle Naiadi occupa infatti un’area centrale di Roma, di alto valore storico, artistico e archeologico, da sempre meta privilegiata di turisti e pellegrini.
Si trova infatti al centro di Piazza della Repubblica, in prossimità della Stazione Termini, della Basilica di S. Maria degli Angeli, delle Terme di Diocleziano, della Fontana del Mosè, del Monumento ai Caduti di Dogali, dei Granai Pontifici e delle Esedre di Gaetano Koch.
La prima fontana di Roma
La Fontana delle Naiadi è comunemente considerata la prima fontana di Roma Capitale, non tanto per la data della sua costruzione – iniziata sotto il pontificato di Pio IX – quanto per il suo valore simbolico: fu infatti la prima grande opera pubblica completata e inaugurata dopo che Roma era divenuta capitale del Regno d’Italia, nel 1914.
Tra le massime espressioni del linguaggio liberty a Roma, la fontana fu progettata dall’architetto Alessandro Guerrieri che la dotò di ben 350 giochi d’acqua.
Per l’audacia e l’innovazione delle soluzioni plastiche e figurative, è considerata dalla critica una delle opere più significative della produzione artistica del maestro Mario Rutelli, autore delle parti scultoree in bronzo.
La fontana era in stato di degrado per via dell’inquinamento da traffico
La fontana versava in uno stato di forte degrado dovuto all’azione di fattori ambientali e microclimatici, aggravato dall’intenso traffico veicolare della zona.
Tutte le superfici risultavano ricoperte da spesse stratificazioni calcaree, miste a depositi di varia natura, che compromettevano la leggibilità dell’opera.
L’intervento di restauro ha reso nuovamente leggibili le forme delle sculture e tutti i loro raffinati dettagli. Anche le vasche e l’alto basamento in granito rosa, progettati da Guerrieri, hanno ritrovato i colori originari.
I lavori hanno previsto inoltre la disinfezione e disinfestazione con trattamenti biocidi, la revisione e sostituzione delle stuccature, l’applicazione di un protettivo su tutte le superfici, e la rimozione e il rifacimento dell’impermeabilizzazione delle vasche.
Una rinnovata illuminazione artistica
Il restauro della Fontana delle Naiadi ha compreso anche interventi agli impianti idraulici e di illuminazione artistica, finanziati dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici e realizzati da ACEA ATO 2 e ARETI.
ARETI, nello specifico, ha eseguito una manutenzione totale, compresa la rimozione del calcare, degli oltre 100 corpi illuminanti con tecnologia al led da 23 watt ciascuno e dei relativi trasformatori dell’impianto di illuminazione artistica del monumento.
Acea Ato 2, invece, si è occupato del rifacimento dei vari organi di manovra a servizio dell’impianto di ricircolo e dei collettori che alimentano i giochi di acqua della vasca intermedia (per un totale di 48,5 metri e 150 ugelli sostituiti).
La struttura della Fontana delle Naiadi
La Fontana delle Naiadi viene realizzata tra il 1885 e il 1888 su progetto dell’architetto Alessandro Guerrieri, prima fontana di Roma capitale del Regno d’Italia.
Si compone di due tazze circolari concentriche poste a diversa altezza su un alto basamento ottagonale con i lati alternativamente retti e concavi. Sui lati retti si aprono quattro vasche semicircolari. L’intera struttura si trova all’interno di una terza vasca circolare molto ampia, posta a livello del terreno.
Mario Rutelli è l’autore della parte scultorea in bronzo. Lo scultore ha creato quattro gruppi a ornamento delle vasche semicircolari composti da figure femminili. Queste figure, accompagnate ad animali e mostri acquatici, rappresentano le Ninfe dei Fiumi, dei Laghi, dei Mari e delle Acque sommerse.
Per il gruppo scultoreo centrale Rutelli ha ideato la figura del mitico pescatore Glauco che, posto su una conchiglia in travertino, stringe a sé un delfino dalla cui bocca sgorga l’altissimo getto centrale.
Mostri in malta cementizia, patinati a finto bronzo, decorano invece la vasca intermedia e a riversare vele d’acqua sulle Naiadi.
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