Il caso Guido Reni: da SOS Panama a SOS Guido Reni
Dopo l’esperienza di “SOS Panama”, anche al Flaminio i cittadini si organizzano. Il comitato spontaneo “SOS Guido Reni” è nato nelle scorse settimane, formato da residenti, commercianti e lavoratori che contestano il progetto della nuova pista ciclabile su via Guido Reni. Nel mirino la perdita di centinaia di posti auto, la riduzione delle carreggiate e i gravi disagi per chi vive e lavora nella zona. Tutto questo per un tratto di poco più di un chilometro, con un costo stimato di diverse centinaia di migliaia di euro. “Non siamo contro la mobilità sostenibile”, hanno chiarito fin dall’inizio i promotori. “Ma riteniamo inverosimile che il breve tratto di via Guido Reni possa giustificare la cancellazione massiccia dei parcheggi prevista”.
La replica a Patanè: “Lavori iniziati, poi il confronto”
“L’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Eugenio Patanè ha da poco comunicato di aver preso atto dei nostri ‘malumori’, purtroppo a cantiere già aperto e dopo settimane di proteste”, attacca il gruppo SOS Guido Reni. “Possibile che collocare al centro della strada un breve tratto di solo 1 km, spazzando via centinaia di posti auto, sia fondamentale per la buona riuscita del progetto?”. I residenti sottolineano che il quartiere è già attraversato “in lungo e in largo e sopra e sotto il Tevere da chilometri di ciclabile”. Piste che collegano il Flaminio con il resto di Roma: da Castel Giubileo a Viale Marconi, da Villa Borghese ai Parioli. “Come mai non se ne parla mai?”, si chiedono.
“Nessuna assemblea pubblica preventiva”
“L’assessore Patanè parla di incontri e partecipazione, ma la realtà è che nessuna assemblea pubblica preventiva al progetto esecutivo è stata convocata”, denuncia il comitato. Le cosiddette “soluzioni correttive” si stanno valutando solo a seguito delle iniziative dei residenti. E a lavori ormai iniziati.
I disagi sono moltiplicati: parcheggi cancellati, traffico congestionato, accessi difficili per le attività e per i residenti. “Basta recarsi in via Guido Reni in occasione di una qualsiasi partita di calcio per rendersi conto delle condizioni in cui viviamo”, precisano dal gruppo.
Il quartiere già provato da eventi e movida
Il comitato ricorda che il Flaminio è già messo a dura prova dagli eventi sportivi, culturali e dalla movida. Situazioni che spesso generano traffico e parcheggio selvaggio. In questo contesto, la nuova pista rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione. A farne le spese soprattutto famiglie, anziani e persone fragili.
“Questa non è partecipazione, ma gestione calata dall’alto”, accusano i residenti. “Se davvero il Comune crede nel dialogo, convochi un tavolo trasparente con cittadini, commercianti e tecnici per valutare soluzioni condivise e sostenibili”.
La richiesta: un incontro con l’Assessore
“Le ciclabili si devono fare, certo, ma con il buon senso e non contro i cittadini”, conclude il gruppo SOS Guido Reni. La posizione è chiara: non sono contrari alla mobilità sostenibile, ma chiedono progetti condivisi e sensati.
Una rappresentanza del gruppo attende ora di essere ricevuta dall’assessore Patanè. L’obiettivo è ottenere trasparenza, modifiche al progetto e un vero processo di ascolto. La mobilitazione proseguirà con iniziative pubbliche, raccolte firme e richieste ufficiali alle istituzioni.
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