Un evento che ha messo insieme il territorio
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della scuola, delle forze dell’ordine e delle associazioni del territorio. Sono stati affrontati diversi aspetti legati alla prevenzione della violenza: dall’indipendenza economica alla difesa personale, fino ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, sempre più diffusi tra i giovani.
Proprio durante il workshop dedicato a questi temi — al quale hanno preso parte l’avvocato Mariacarmela Agnese e l’ispettore della Polizia di Stato Giovanni Camarda — è emersa una proposta destinata ad aprire una riflessione più ampia sul territorio: la creazione di un tavolo permanente contro bullismo e cyberbullismo, capace di mettere in rete scuole, amministrazione comunale, forze dell’ordine e professionisti del settore.
Un’idea che ha immediatamente raccolto l’attenzione del sindaco Veronica Felici, dell’assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione Cristiano Davoli e del consigliere comunale Marco Polidori, presenti all’iniziativa.
Agnese: “Serve una rete stabile, non singoli eventi”
“Negli ultimi mesi ho avuto modo di incontrare centinaia di studenti nelle scuole del territorio e di confrontarmi con docenti, dirigenti scolastici e famiglie”, spiega l’avvocato Mariacarmela Agnese. “Mi sono resa conto che esiste un enorme bisogno di informazione e soprattutto di coordinamento. Il bullismo e il cyberbullismo non possono essere affrontati da una sola realtà. La scuola svolge un lavoro straordinario, ma serve una rete stabile che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, professionisti e famiglie. Per questo ho proposto la nascita di un tavolo permanente che non sia soltanto un luogo di confronto, ma uno strumento concreto di prevenzione e di intervento”.
L’obiettivo sarebbe quello di creare un punto di riferimento capace di promuovere iniziative comuni, incontri formativi, attività di sensibilizzazione e strumenti di supporto per studenti e genitori, favorendo un dialogo costante tra tutti i soggetti coinvolti.
“Spesso ci si accorge del problema quando è già esploso”, prosegue Agnese. “Invece dobbiamo imparare a lavorare prima, intercettando i segnali di disagio e fornendo alle famiglie gli strumenti per comprenderli. Oggi sappiamo che il bullismo e il cyberbullismo possono lasciare ferite profonde e durature. Per questo la prevenzione non può essere affidata a singoli eventi, ma deve diventare un percorso continuo e condiviso”.
L’avvocato racconta anche da dove nasce concretamente l’idea: “Durante uno degli incontri organizzati con i genitori sono stati proprio loro a chiedermi di trasformare questi momenti di confronto in un appuntamento stabile. Molte famiglie sentono il bisogno di avere punti di riferimento, occasioni di ascolto e strumenti concreti per affrontare situazioni che spesso non sanno come gestire. È anche da quella richiesta che nasce l’idea di un tavolo permanente. Se riusciamo a mettere attorno allo stesso tavolo scuola, istituzioni, forze dell’ordine e professionisti, possiamo costruire un modello capace di dare risposte concrete al territorio e soprattutto ai nostri ragazzi”.
Polidori: “Una proposta seria e attuale”
Tra i primi a raccogliere la proposta è stato il consigliere comunale Marco Polidori, che ha manifestato la volontà di approfondire il progetto insieme agli altri attori istituzionali.
“Credo che questa sia una proposta estremamente seria e attuale”, afferma Polidori. “Negli anni ho avuto modo di confrontarmi spesso con il mondo giovanile, anche attraverso il percorso che ha portato alla nascita della Consulta dei Giovani di Pomezia, e ho imparato quanto sia importante creare luoghi di ascolto e di confronto stabili. Il bullismo e il cyberbullismo non sono fenomeni che riguardano soltanto la scuola, ma coinvolgono famiglie, istituzioni e l’intera comunità”.
“Per questo l’idea di un tavolo permanente mi sembra particolarmente valida”, continua il consigliere. “Consentirebbe di mettere a sistema competenze. Ed esperienze diverse, creando una rete capace di intervenire non solo nelle situazioni di emergenza, ma soprattutto sul fronte della prevenzione. Le scuole del territorio stanno già svolgendo un lavoro prezioso e il Comune può avere un ruolo importante nel coordinare e rafforzare questo percorso. È una strada che merita di essere approfondita e che può rappresentare un valore aggiunto per tutta la città”.
Una comunità che educa, ascolta e collabora
L’idea è ancora nelle sue fasi iniziali. Ma il consenso raccolto durante l’iniziativa, lascia intravedere la possibilità che il progetto possa presto trasformarsi in un percorso concreto.
Del resto, il messaggio emerso dall’incontro del Pestalozzi è stato chiaro: contrastare bullismo e cyberbullismo significa fare rete. E una comunità che educa, ascolta e collabora ha molte più possibilità di intervenire prima che il disagio si trasformi in qualcosa di più grave.




















