I dati del Lazio: cresce la differenziata ma Roma resta indietro
Secondo il rapporto 2025 presentato da Legambiente, basato su dati Arpa Lazio relativi al 2024, il Lazio è arrivato al 56,2% di raccolta differenziata salendo di un punto percentuale rispetto all’anno precedente (era al 55,2%), in linea con le annate immediatamente precedenti. Sono aumentati da 209 a 217 anche i Comuni che hanno superato la soglia del 65% di raccolta differenziata (limite che i comuni avevano l’obbligo di raggiungere entro il 2012).
Tra le province la miglior performance arriva da quella di Viterbo che si attesta complessivamente al 67,3% di raccolta differenziata, seguita da Latina al 64,3%, Frosinone al 63,5% e Rieti 58,7%. Chiude la Città Metropolitana di Roma con il 54% dove il dato, comunque basso a causa di quello romano, risente positivamente di una ripresa della crescita della raccolta differenziata nella Capitale.
Il Lazio rimane però con la sua percentuale complessiva ben al di sotto della media nazionale (che già nel 2023 si attestava a oltre il 66%) e la regione continua a risultare tra le ultime in Italia.
Scacchi (Legambiente Lazio): “A Roma un gran segnale di ripresa da consolidare”
“Con l’Ecoforum torniamo a ringraziare quelle amministrazioni e cittadini che, nella raccolta dei rifiuti e dell’economia circolare, continuano a fare tanto bene” dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. “C’è una crescita, seppur leggera, della percentuale di raccolta differenziata del Lazio e del numero dei comuni oltre il 65% di RD, ma vediamo anche una lieve flessione dei Comuni Rifiuti Free”.
“Al contrario, a Roma, oltre un punto percentuale di crescita in un anno, è un gran segnale di ripresa che va consolidato e accelerato per generare una vera svolta nel sistema regionale dell’economia circolare” ha proseguito Scacchi. “Un sistema fatto di diversi luoghi virtuosi ma anche di una realtà impiantistica molto lontana dalla necessità regionale di generare dai rifiuti la risorsa, in chiave di economia circolare. Alla Regione e ai maggiori comuni chiediamo un impegno ancora più assiduo sulla diffusione degli impianti dell’economia circolare a partire dai biodigestori per l’organico, come quelli che stiamo vedendo nascere proprio nella Capitale”.
Ciafani (Legambiente nazionale): “Il Lazio deve fare il salto di qualità”
“Il Lazio deve fare il salto di qualità per allinearsi alle medie nazionali e vincere le nuove sfide che arrivano dall’Europa” commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Può farlo se il balzo in avanti sull’economia circolare Roma lo farà davvero e se sui territori si diffonderanno al meglio gli impianti ovunque, per generare materia prima seconda, trasformando i rifiuti in ricchezza, con tutte le filiere, come quelle dei RAEE, del tessile, dei prodotti assorbenti per le persone, delle terre di spazzamento o dell’organico”.
“Abbattere il deficit impiantistico continua a risultare prioritario, perché l’insieme delle politiche virtuose, seppur consolidate in molte città e che oggi incontriamo, non è ancora sufficiente a trasformare questa regione in una di quelle maggiormente virtuose” ha concluso Ciafani.
I 30 Comuni Rifiuti Free: sul podio Sant’Ambrogio, Vallecorsa e Vetralla
Diminuiscono però i Comuni che Legambiente premia come Comuni Rifiuti Free, dove si producono meno di 75 kg di secco residuo pro capite: quest’anno sono 30, nell’edizione passata erano 33. Il podio dei migliori vede al primo posto Sant’Ambrogio sul Garigliano con 40 kg/ab/anno di secco residuo, al secondo Vallecorsa con 44, al terzo Vetralla con 51.
Tra i Comuni Rifiuti Free del Lazio 2025 figurano anche realtà dell’area metropolitana romana come Genzano di Roma (64 kg/ab/anno), Fonte Nuova (64), Palestrina (66), Sacrofano (67), Manziana (70), Lanuvio (71), Cerreto Laziale (74) e Mentana (74). Una menzione speciale va a Nepi, comune con la percentuale di differenziata più alta della regione, che figura tra i Rifiuti Free con 62 kg di secco residuo.
Roma nella Città Metropolitana: 6 comuni virtuosi oltre 50.000 abitanti
Nell’area metropolitana di Roma, 6 comuni con più di 50.000 abitanti hanno superato il 65% di raccolta differenziata, pur non rientrando tra i Rifiuti Free. Il dato più alto spetta a Fiumicino con il 78,9% di raccolta differenziata, seguito da Aprilia (78,4%), Velletri (75,8%), Tivoli (71,5%), Guidonia (69,8%) e Pomezia (68,5%).
Risultati che dimostrano come nel territorio metropolitano romano esistano eccellenze capaci di raggiungere e superare gli standard europei, tracciando la strada che anche la Capitale dovrà percorrere nei prossimi anni per colmare il gap con le altre grandi città italiane.
La sfida per Roma: consolidare la crescita e accelerare il cambiamento
Il dato del 48% raggiunto da Roma, seppur rappresenti una ripresa dopo un decennio di stagnazione, evidenzia ancora un ritardo significativo rispetto agli obiettivi nazionali ed europei. La sfida per la Capitale sarà consolidare questa crescita e accelerarla attraverso politiche strutturali: potenziamento della raccolta porta a porta, diffusione degli impianti di economia circolare come i biodigestori per l’organico, campagne di sensibilizzazione dei cittadini e investimenti nella filiera del riciclo.
Roma ha tutte le potenzialità per diventare protagonista dell’economia circolare nel Lazio e in Italia, ma serve un impegno costante e coraggioso per trasformare finalmente i rifiuti in una risorsa e non più in un problema.



















