Sabato 11 ottobre alle ore 15, davanti al Campidoglio, è attesa una nuova protesta contro la Ztl Fascia Verde, a poche settimane dall’entrata in vigore dei divieti fissati per il 1° novembre 2025.
Il sit-in, organizzato dal gruppo “Fermiamo la Ztl in fascia verde”, vuole dire basta alle restrizioni che impediranno la circolazione dei veicoli più inquinanti all’interno del perimetro urbano.

La mobilitazione contro la ZTL fascia verde
Il malcontento monta da mesi e ora il fronte del “no” torna a farsi sentire.
Alla manifestazione parteciperanno non solo cittadini, ma anche forze politiche di opposizione e movimenti civici, tra cui i Liberisti italiani, da tempo in prima linea nella battaglia per fermare la misura.
Il presidente del movimento, Andrea Bernaudo, ha ribadito che “saremo in piazza del Campidoglio con gli amici del movimento No Ztl per dire no alla folle Ztl-Fascia Verde e a tutte le gabbie ideologiche spacciate per green”.
Il comitato promotore del referendum No Ztl ha raccolto oltre mille firme, poi rigettate dal Campidoglio per inammissibilità del quesito.
Ora la questione è finita davanti al Tribunale ordinario di Roma, che si pronuncerà il 14 ottobre, pochi giorni dopo la manifestazione.
La lettera al sindaco: “Scendete dal palazzo”
Nei giorni scorsi, i promotori hanno inviato una lettera al sindaco Roberto Gualtieri e agli assessori Eugenio Patanè (Mobilità) e Sabrina Alfonsi (Ambiente), invitandoli a “scendere dal palazzo e confrontarsi con i cittadini in un libero e democratico contraddittorio”.
I comitati denunciano quella che definiscono una serie di “ecofollie” della giunta: dalle nuove zone 30 km/h alla riduzione dei parcheggi, fino alle telecamere dei varchi “che monitorano senza consenso la vita e gli spostamenti delle persone”.
Il comitato ha sottolineato come “I provvedimenti del Sindaco e della sua giunta stanno aggravando la già drammatica mobilità a Roma e cresce la protesta.
Con la ‘Ztl-Fascia Verde’ più di 800mila romani non potranno più circolare. Tra parcheggi cancellati, inasprimento delle tariffe e altre mille strade ‘zone 30km/h’, Roma rischia l’incubo multe”.
Attraverso il post di Facebook , i manifestani infiammano la discussione anche sul tema delle piste ciclabili, in particolare ponendo l’accento sui lavori che interessano Parioli, Flaminio e l’Eur.
Il problema principale, secondo gli organizzatori, è che con la Ztl Fascia Verde oltre 800mila romani rischieranno di restare a piedi, rallentando i ritmi lavorativi, con pesanti ripercussioni sulla mobilità quotidiana e sulle attività commerciali.

Una vigilanza senza consenso
Tra le richieste del comitato spunt anche la questione delle telecamere messe a disposizione in funzione dei varchi.
I cittadini sottolineano che seppur non sono ancora attive per multare chi non rispetta le regole: “ce ne sono ben 15mila e così Gualtieri raccoglie dati sensibili senza consenso sulla nostra vita, le nostre abitudini e gli spostamenti e non fa sapere a chi questi dati verranno ceduti o condivisi”.
La manifestazione quindi pone l’accento non solo sulle limitazioni alla mobilitazione ma è anche contro il modello di città che i manifestanti definiscono “di 15 minuti” che impone controlli e limitazioni alla libertà dei cittadini, sottolineano i manifestanti, “di tipico stampo cinese”.

I nuovi divieti dal 1° novembre
Le regole fissate dalla Regione Lazio nel Piano per la qualità dell’aria prevedono lo stop ai veicoli diesel fino a Euro 5 e a benzina fino a Euro 2, ogni anno dal 1° novembre al 31 marzo.
Il Comune può chiedere deroghe solo presentando misure alternative per ridurre l’inquinamento.
Intanto, mentre la data si avvicina, la protesta in Campidoglio promette di essere solo l’inizio di un autunno caldo per Roma.
Il presidente del movimento Andrea Bernaudo sottolinea: “I cittadini hanno già dimostrato che la mobilitazione paga, ottenendo risultati concreti contro l’assurda politica della viabilità del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Eugenio Patanè.
Ora la battaglia entra nel vivo”.
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