Il primo dei 121 nuovi tram Urbos ha iniziato a Roma le prove operative sui binari, dopo l’arrivo nelle officine Atac nei mesi scorsi.
Il collaudo rappresenta un passaggio decisivo in vista dell’entrata in servizio del nuovo convoglio, che dovrà ottenere il nulla osta tecnico necessario prima di poter trasportare i passeggeri.
Il primo nuovo tram Urbos esce in strada per il collaudo sui binari
Il nuovo tram Urbos, vettura numero 9301, è uscito nella mattina di lunedì 28 settembre dal deposito di Porta Maggiore per iniziare le prove sulla rete tranviaria di Roma.
Al momento la vettura non è ancora operativa. Si è trattato di un viaggio di prova per completare il percorso di omologazione e ottenere il nulla osta tecnico da parte di Ansfisa. Per questo motivo a bordo non c’erano passeggeri bensì solo i tecnici impegnati nelle necessarie verifiche.
All’uscita del mezzo erano presenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Presenti anche i rappresentanti di Legambiente.
L’associazione ambientalista ha seguito la prima uscita del nuovo tram, sottolineando il significato del rinnovo della flotta dopo oltre vent’anni dall’arrivo degli ultimi mezzi nuovi destinati alla rete di Roma.
Il percorso di prova sarà fondamentale per verificare il comportamento del convoglio sulla rete e consentire il completamento delle procedure necessarie alla successiva entrata in esercizio.
Il nuovo tram Urbos entrerà in servizio a Roma a dicembre (forse)
L’entrata in servizio a Roma del nuovo tram Urbos è prevista per dicembre. Prima però è necessario il nulla osta tecnico di Ansfisa, passaggio fondamentale prima dell’apertura delle porte ai passeggeri. Le prove in corso servono proprio a raccogliere gli elementi necessari per arrivare all’autorizzazione.
L’eventuale entrata in servizio entro dicembre resta quindi legata all’esito dei collaudi e al completamento dell’iter autorizzativo.
Un investimento da oltre 450 milioni
La fornitura comprende complessivamente 121 tram prodotti dalla spagnola CAF, Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles. L’operazione vale oltre 450 milioni di euro e rappresenta uno dei principali interventi previsti per il rinnovamento del trasporto tranviario romano.
Il nuovo Urbos è lungo 33,5 metri e può trasportare fino a 215 persone. Sono presenti 68 posti a sedere e due postazioni dedicate alle persone con disabilità. Il pianale ribassato e le pedane di accesso sono stati pensati per rendere più semplice la salita e la discesa anche alle persone con mobilità ridotta.
Il progetto punta quindi a sostituire progressivamente i mezzi più datati ancora presenti sulla rete.
Il primo Urbos era arrivato a Roma dalla Spagna il 3 marzo 2026. Due giorni dopo era stato trasferito nelle officine Atac di viale Prenestina per proseguire le attività di verifica.
Batterie e sistemi di sicurezza
Una delle caratteristiche del nuovo tram riguarda la possibilità di utilizzare le batterie per percorrere alcuni tratti senza l’alimentazione attraverso la linea aerea. La soluzione consente una maggiore flessibilità nella progettazione delle infrastrutture e può essere utilizzata anche nei contesti in cui la presenza della linea aerea può creare maggiori vincoli.
I convogli sono inoltre dotati di climatizzazione, videosorveglianza, diffusione sonora e sistemi per il conteggio dei passeggeri. Tra le dotazioni tecnologiche sono previsti anche dispositivi di sicurezza come il sistema anticollisione e sensori destinati a rilevare la presenza di pedoni.
Il nuovo materiale rotabile è inoltre bidirezionale. Questa caratteristica permette al tram di cambiare direzione senza la necessità di effettuare manovre particolari e costituisce un elemento utile nell’organizzazione del servizio.
Dalla flotta attuale alle nuove tramvie
L’arrivo degli Urbos si inserisce in un progetto più ampio di trasformazione della rete tranviaria romana. I nuovi mezzi dovranno infatti accompagnare sia il progressivo rinnovo della flotta sia lo sviluppo di nuove infrastrutture.
Tra gli interventi indicati nel programma della mobilità capitolina ci sono la tranvia Togliatti e il collegamento tra Verano e Tiburtina. Il rinnovo dei mezzi diventa quindi uno dei tasselli di un programma che riguarda contemporaneamente veicoli, infrastrutture e organizzazione del trasporto pubblico.
Una consegna destinata a proseguire fino al 2028
La fornitura dei nuovi tram sarà progressiva. Il programma prevede l’arrivo di altri convogli nei prossimi anni, con una conclusione della consegna indicata nel 2028.
L’obiettivo è quindi costruire gradualmente una flotta più moderna, sostituendo i mezzi più vecchi e aumentando la disponibilità di vetture adatte alle esigenze della rete.
Per il momento, però, il primo appuntamento è rappresentato dalle prove. Il tram 9301 dovrà completare il percorso di collaudo e ottenere il nulla osta tecnico prima di poter passare dalla fase di test al servizio con i passeggeri.
Se l’iter procederà secondo le previsioni dell’amministrazione, il primo Urbos potrebbe quindi arrivare sulle linee della Capitale entro la fine dell’anno.
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