Che cos’è la talidomide
La talidomide era un farmaco usato anche dalle donne in gravidanza tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta. In seguito si scoprì che il farmaco poteva provocare gravi malformazioni nei bambini.
Migliaia di persone sono nate con problemi fisici molto gravi a causa dell’esposizione alla talidomide durante la gravidanza delle loro madri.
In Italia è stata quindi prevista una forma di indennizzo per le persone danneggiate. Si tratta di un sostegno economico riconosciuto dallo Stato a chi rientra nei casi stabiliti dalla legge.
La storia di Maria e Vincenzina
Maria De Rosa e Vincenzina Malcotti sostengono di essere state riconosciute inizialmente come persone che avevano diritto all’indennizzo.
Per entrambe, infatti, erano stati emessi dei verbali medico-legali favorevoli. In seguito, però, quei riconoscimenti sono stati revocati.
Secondo quanto raccontano le due donne, la revoca è avvenuta senza che fossero nuovamente chiamate a una visita. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia per cercare di ottenere una soluzione alla loro situazione.
La vicenda va avanti da più di dieci anni.
La protesta davanti al Ministero
Nel febbraio 2026 Maria De Rosa e Vincenzina Malcotti avevano già organizzato un presidio davanti al Ministero della Salute.
Dopo quella protesta hanno deciso di provare a seguire anche la strada del dialogo con le istituzioni. Nei mesi successivi hanno partecipato a diversi incontri presso il Ministero e hanno avuto contatti con il Capo di Gabinetto Marco Mattei.
Le due donne hanno quindi presentato una proposta per cercare di chiudere la loro vicenda. La proposta è stata inviata al Ministero della Salute e successivamente anche al Parlamento e alle altre principali istituzioni dello Stato.
Ora chiedono una risposta.
“Chiediamo una decisione”
Il motivo del nuovo presidio è proprio questo. Dopo mesi di incontri e di contatti con le istituzioni, Maria De Rosa e Vincenzina Malcotti vogliono sapere se la proposta presentata può portare a una soluzione definitiva.
Il loro obiettivo, spiegano, non è togliere qualcosa alle altre persone che hanno già ottenuto l’indennizzo.
“Le sottoscritte non chiedono che vengano rimessi in discussione diritti già riconosciuti ad altri cittadini”,
affermano nel comunicato.
La loro richiesta è invece che la loro situazione venga valutata e definita. Chiedono che le regole vengano applicate nello stesso modo anche nei loro casi.
Una battaglia che dura da oltre dieci anni
Il presidio davanti al Senato arriva quindi dopo un percorso molto lungo.
Da una parte ci sono gli anni di contenzioso legati al riconoscimento dell’indennizzo. Dall’altra c’è il confronto iniziato più recentemente con il Ministero della Salute.
Le due donne considerano il 7 ottobre un altro momento importante della loro battaglia. Dopo oltre un anno di confronto con le istituzioni, chiedono che il dialogo si trasformi in una decisione concreta.
La manifestazione sarà pacifica e servirà soprattutto a riportare l’attenzione sulla loro situazione.
L’appuntamento al Senato
Maria De Rosa e Vincenzina Malcotti saranno quindi davanti a Palazzo Madama dalle ore 9 del 7 ottobre.
La loro richiesta è semplice: ottenere una risposta sulla proposta già presentata e arrivare a una soluzione definitiva della vicenda.
Dopo anni di attesa e dopo mesi di incontri con le istituzioni, le due donne chiedono ora che la loro situazione venga finalmente definita.
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