L’oro nei 50 dorso: una gara decisa sul filo
Il 5 agosto Flavio Leoni ha messo la propria firma sulla gara più breve e probabilmente più imprevedibile del dorso. Cinquanta metri da vivere tutti d’un fiato, dove anche pochi centesimi possono cambiare completamente il volto di una classifica.
Leoni li ha nuotati in 25″32, tempo che gli è valso il titolo italiano Seniores e gli ha permesso di precedere Pietro Rosi della Coopernuoto, secondo in 25″38, e Matteo Brunella della Heaven Due, terzo in 25″57. Sei centesimi di vantaggio sul primo inseguitore, venticinque sul terzo classificato. Una gara decisa sul filo, come spesso accade nello sprint, ma anche una risposta da atleta maturo nei momenti che contano.
Due giorni dopo, ancora sul podio: argento nei 100 dorso
La storia, però, non finisce con il titolo dei 50. Il 7 agosto, nei 100 dorso, Leoni ha conquistato infatti anche la medaglia d’argento, fermando il cronometro a 55″22. Un secondo podio italiano nel giro di appena quarantotto ore.
Oro nei 50, argento nei 100. Due gare, due medaglie, due prestazioni che collocano Leoni definitivamente tra i protagonisti del dorso italiano. Un risultato che racconta la completezza di un atleta capace di esprimersi ad altissimo livello sia nello sprint puro sia sulla distanza più lunga, dove tecnica, gestione e tenuta diventano componenti decisive.
Dal Settecolli al titolo italiano: una crescita inarrestabile
Solo poche settimane fa, al Trofeo Settecolli, Leoni aveva centrato la finale B dei 50 dorso chiudendo al secondo posto, decimo assoluto nella classifica generale. Oggi arriva la risposta più importante possibile: un titolo italiano. La fotografia di una crescita che non nasce per caso.
Dietro Leoni c’è il lavoro quotidiano della società, del presidente Angelo Testa, dello staff tecnico e in particolare di Marco Sist, figura di riferimento del gruppo agonistico della Rari Nantes Aprilia. Un percorso costruito nel tempo, fatto di allenamenti, programmazione e attenzione ai dettagli, che sta portando la società di via Ugo La Malfa ad affermarsi sempre più stabilmente ai livelli più alti del nuoto nazionale.
Leoni: “Avevo fame e voglia di rivalsa”
Le parole di Flavio dopo la vittoria raccontano una storia umana che va ben oltre il cronometro. “Non mi aspettavo di vincere l’oro”, confessa. “Sapevo di poter andare a medaglia e di potermela giocare per il podio, ma non pensavo di arrivare primo. I primi due avevano tempi molto più bassi del mio e mi aspettavo che andassero più forte. Invece sono riuscito a spuntarla io”.
Dietro la medaglia c’è un anno difficile. “Durante l’anno ho avuto diverse difficoltà nel conciliare lo studio, il nuoto e anche la vita sociale. È stato un periodo complicato, poi da maggio ho iniziato a prendere il ritmo e ho capito che potevo tornare a fare grandi cose”.
La chiave, per Leoni, è stata mentale. “Credo che in queste gare abbia fatto la differenza soprattutto l’aspetto mentale. Sono arrivato a questi Campionati con un approccio diverso. Avevo fame, voglia di rivalsa, voglia di vincere e di giocarmi tutto. Non avevo niente da perdere e penso che questo mi abbia aiutato molto”.
Una dedica speciale: “La medaglia d’oro la dedico a me stesso”
I ringraziamenti e la dedica di Leoni vanno all’allenatore Marco Sist, ai genitori, alla fidanzata, agli amici e ai nonni che non ci sono più. Ma c’è una dedica che colpisce più delle altre. “La medaglia d’oro voglio dedicarla anche e soprattutto a me stesso. Perché dietro questo risultato ci sono tante difficoltà, tanti dubbi e tanti problemi. Nei mesi scorsi ci sono stati momenti in cui non mi sono sentito all’altezza e ho avuto paura. Per questo sono ancora più contento di essere riuscito a vincere. C’è tanto lavoro dietro questa medaglia, ma anche tanta sofferenza”.
Parole che rendono questo oro ancora più prezioso.















