È stato inaugurato questa mattina, mercoledì 17 dicembre, presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre, lo SWIM Lab, un laboratorio di ricerca all’avanguardia dedicato allo studio dell’acqua liquida extraterrestre e alla possibile individuazione di ambienti favorevoli alla vita nel Sistema Solare.
Il laboratorio nasce all’interno del progetto ERC Advanced Grant 2023 “SWIM – Surfing Radio Waves to Detect Liquid Water in the Solar System”, guidato dalla professoressa Elena Pettinelli, geofisica di fama internazionale e docente dell’Ateneo romano.
Un laboratorio unico per le missioni spaziali su Giove
SWIM Lab avrà un ruolo chiave nell’analisi dei dati radar delle missioni ESA JUICE ed Europa Clipper, attualmente in viaggio verso le lune ghiacciate di Giove: Europa, Ganimede e Callisto.
L’obiettivo è individuare la presenza di acqua liquida sotto le croste di ghiaccio di questi satelliti, una condizione fondamentale per l’esistenza di ambienti potenzialmente abitabili.
La corretta interpretazione dei segnali radar dipende dalla conoscenza delle proprietà dielettriche dei ghiacci, ancora poco note. Proprio colmare questa lacuna rappresenta uno dei pilastri del progetto SWIM, che svilupperà nuovi protocolli sperimentali basati su analoghi planetari.
Dalla scoperta su Marte alle lune di Giove
Il progetto si inserisce in una tradizione di eccellenza scientifica già riconosciuta a livello internazionale.
Nel 2018, infatti, il gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Pettinelli ha identificato, grazie ai dati del radar italiano MARSIS, il primo corpo stabile di acqua liquida sotto la calotta polare sud di Marte.
Un risultato che ha aperto nuove prospettive nella ricerca astrobiologica e che oggi trova continuità nello studio delle lune gioviane.
Fiorucci: “Roma Tre compete ai massimi livelli della ricerca”
All’inaugurazione è intervenuto anche il Rettore dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, che ha sottolineato il valore strategico del nuovo laboratorio:
«SWIM Lab conferma il ruolo di Roma Tre come ateneo capace di competere ai massimi livelli della ricerca internazionale. È un investimento sul progresso scientifico, ma anche sulle nuove generazioni: studenti, dottorandi e giovani ricercatori potranno formarsi in un contesto di eccellenza e contribuire a progetti di frontiera».
Tecnologie avanzate e prime misure già avviate
Il laboratorio si estende su una superficie di oltre 100 metri quadrati ed è dotato di strumentazioni altamente specializzate, tra cui:
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una camera climatica;
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sistemi per misurazioni dielettriche;
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spettroscopia Raman;
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modellazione computazionale;
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microtomografia a raggi X.
«Il laboratorio è già pienamente operativo – spiega la professoressa Pettinelli – abbiamo completato i test delle attrezzature e raccolto le prime misure, partendo dal ghiaccio puro come riferimento. I risultati iniziali sono molto promettenti».
Le ricerche avranno ricadute importanti anche sulla comprensione dei processi climatici terrestri, in particolare sulla fisica dei ghiacci.
Un progetto da 3,2 milioni di euro per il futuro della ricerca
Tra gli sviluppi futuri è prevista la realizzazione di un apparato sperimentale unico, capace di simulare l’interfaccia tra ghiaccio e oceano del satellite Europa.
La struttura comprenderà una grande vasca termicamente isolata, con sistemi di raffreddamento e riscaldamento controllati e venti sonde multilivello per il monitoraggio delle proprietà fisiche.
Il progetto, finanziato con 3,2 milioni di euro, mira anche alla formazione di una nuova generazione di ricercatori, offrendo opportunità di lavoro e studio in un contesto internazionale e altamente innovativo.















